Piccola storia di APACA: la costruzione della sede

Già abbiamo detto che, per APACA, l’unica, vera collaborazione istituzionale è quella con l’Ulss n.1. Non è dunque un caso che l’evento che dà al canile la possibilità di ottimizzare la propria struttura sia legato proprio a questa Azienda sanitaria, destinataria di un contributo regionale finalizzato all’edificazione di un rifugio per cani.

L’importo stanziato nel 2001 dalla Regione è, però, insufficiente per la ristrutturazione dello storico canile-sanitario di via Cappellari e, dopo averci riflettuto per un po’ di tempo, l’allora direttore generale Ermanno Angonese decide di far confluire l’intero contributo ad APACA, di cui l’Azienda ha avuto modo di apprezzare concretamente la funzione di integrazione con il canile sanitario. E’ il 4 ottobre 2004 quando associazione e Ulss sottoscrivono la convenzione per l’utilizzo delle risorse regionali: si inizia così un impegnativo percorso che, nell’arco di tre anni, porta alla realizzazione di nove boxes nuovi, ma soprattutto di un fabbricato destinato ad ospitare tre boxes riscaldati ad uso sanitario, un locale adibito a infermeria ed uno all’accoglienza del pubblico.

A pochi mesi dall’ultimazione dei lavori, il 14 febbraio 2008 tra Ulss n.1 e APACA viene siglato un protocollo operativo che delinea la collaborazione tra i due enti per i futuri quindici anni. Al canile gestito dall’Azienda sanitaria continuano a spettare: il controllo sanitario temporaneo; il pronto-soccorso e gli interventi necessari o imposti ex legge nel periodo di controllo sanitario temporaneo; l’identificazione del cane, la ricerca del proprietario e la restituzione allo stesso. La struttura di APACA, invece, assume appieno i caratteri e le funzioni del canile-rifugio – così come delineati dalla normativa nazionale e regionale – in grado, quindi, di svolgere funzioni di interesse pubblico mirate alla gestione di fenomeni come il randagismo ed il maltrattamento: vale a dire, ospitare i cani sequestrati, quelli ceduti in via definitiva dal proprietario o dal detentore e i cani raccolti o rinvenuti vaganti, successivamente agli interventi del canile sanitario e comunque dopo 60 giorni dal ricovero dell’animale nella struttura dell’USL.

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