Su iniziativa dell’Associazione, l’Ulss 1 Dolomiti ammette cani e gatti di proprietà in visita ai pazienti in tutte le sue strutture.
Gli animali di affezione svolgono un ruolo importante nella vita delle persone e, quando la malattia le colpisce, la rinuncia al contatto quotidiano finisce con l’incidere sul loro benessere psico-fisico. È, infatti, dimostrato che nella persona malata la presenza ed il contatto con un animale può calmare l’ansia, trasmettere calore affettivo, aiutare a superare lo stress emozionale legato alla degenza e soddisfare bisogni di affetto e di sicurezza, in particolare se il degente è una persona anziana o in età infantile.
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L’accesso degli animali di affezione in visita ai pazienti (“pet visiting”) è stato per molto tempo una prerogativa di poche realtà ospedaliere italiane e tuttora non è un’attività abitualmente accettata. Grazie all’azione di Apaca, dal 1° agosto 2025 la “pet visiting” è, invece, ammessa presso le strutture sanitarie dell’Ulss n.1 Dolomiti (ospedali, hospice, ospedali di comunità), nonchè in molte case di riposo e RSA della provincia.
Dove attuata, la “pet visiting” rappresenta un successo socioculturale.
IL MODULO PER RICHIEDERE L’ACCESSO DEGLI ANIMALI Di AFFEZIONE IN VISITA AI PAZIENTI QUI
FAQ – “Pet visiting”- cani e gatti in visita ai degenti
Che cos’è la “pet visiting”?
E’ la possibilità offerta agli ospiti di una struttura sanitaria (ospedali, cliniche, hospice, case di riposo, RSA, ecc.) di ricevere la visita del proprio animale di affezione (di solito il proprio cane o il proprio gatto). La “pet visiting” valorizza l’importanza del rapporto e del legame affettivo tra la persona (bambino, giovane, adulto, anziano) ed il proprio animale: il riconoscimento del valore terapeutico del legame uomo-animale si innesta, così, in quel processo complesso di umanizzazione delle cure che rappresenta un obiettivo importante per il sistema sanitario nazionale.
“Pet visiting” e “pet therapy” sono la stessa cosa?
No. La “pet visiting” va distinta dagli Interventi Assistiti con gli animali (genericamente definiti “pet therapy”): nella “pet visiting” sono coinvolti animali di affezione personali (di regola, del degente o di un suo familiare), mentre nella “pet therapy” intervengono animali affidati a un conduttore certificato e preparati a collaborare con il personale sanitario (medici, psicologi, veterinari, ecc.) per perseguire obiettivi terapeutici, educativi od assistenziali.
Quali sono le finalità della “pet visiting”?
La “pet visiting” concorre a migliorare la qualità della vita dei pazienti durante l’ospedalizzazione o la degenza grazie all’interazione con il proprio animale di affezione.
In particolare, la “pet visiting”:
- offre un’esperienza piacevole alla persona ricoverata
- attenua il disagio del degente legato alla patologia e all’ospedalizzazione
- promuove la cura secondo un’ottica di Family-Centred Care globale, allargata al proprio animale di affezione
- aiuta a garantire e mantenere il legame con il proprio animale di affezione
- migliora l’umore del degente e della famiglia
- arricchisce il clima assistenziale e aumenta la qualità percepita
- integra gli strumenti di cura e ne aumenta l’efficacia
Fonte: Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Burlo Garofolo di Trieste
Sono ammessi alla visita al degente solo cani e gatti?
L’Ulss n.1 Dolomiti fa riferimento espressamente ai cani e ai gatti, ma è possibile che, come già accade in altre strutture sanitarie e di ricovero, possa essere richiesta una “pet visiting” anche per conigli e furetti.
Ovviamente, vista la normativa vigente, ai non vedenti è sempre consentito farsi accompagnare dai cani guida anche se non muniti di museruola.
Chi può presentare la richiesta di “pet visiting”? E a chi ci si deve rivolgere?
Negli ospedali, hospice e ospedali di comunità dell’Ulss n.1 Dolomiti, il paziente o un suo familiare possono fare richiesta alla direzione della struttura, con apposito modulo da richiedere e riconsegnare al coordinatore del reparto, che concorderà con il familiare il giorno e l’orario della visita.
La visita sarà autorizzata compatibilmente con le esigenze organizzative del reparto e con le condizioni cliniche del degente.
QUI è possibile scaricare il modulo da compilare
Disposizioni analoghe disciplinano la “pet visiting” nelle case di riposo e nelle RSA.
Chi può accompagnare il cane o il gatto in visita al degente?
Negli ospedali, hospice e ospedali di comunità dell’Ulss n.1 Dolomiti, l’animale di affezione può essere condotto in visita al degente dal proprietario o dal momentaneo detentore, che saranno responsabili, civilmente e penalmente, degli eventuali danni o lesioni provocate dall’animale all’interno della struttura sanitaria.
La persona che accompagna l’animale deve:
- essere maggiorenne
- avere il pieno controllo dell’animale nel rispetto del benessere dello stesso e delle persone circostanti
- evitare qualsiasi disturbo alle attività cliniche e rispettare le indicazioni specifiche del personale sanitario
- avere a disposizione trasportino (per il gatto) o guinzaglio (per il cane)
- osservare la massima cura affinché l’animale non sporchi o crei disturbo agli altri visitatori
- munirsi di strumenti per la raccolta e la rimozione delle deiezioni
- portare con sé un prodotto per la sanificazione delle mani
- stazionare e transitare solo nei luoghi indicati nell’ autorizzazione all’accesso
Disposizioni analoghe disciplinano la “pet visiting” nelle case di riposo e nelle RSA.
Ci sono requisiti o condizioni per l’animale?
Negli ospedali, hospice e ospedali di comunità dell’Ulss n.1 Dolomiti, l’animale di affezione deve:
- essere iscritto all’anagrafe degli animali di affezione e scortato da relativo documento d’iscrizione
- essere accompagnato da certificazione di buona salute, e libretto sanitario attestante i trattamenti antiparassitari per parassiti interni ed esterni e la profilassi vaccinale
- essere accompagnato da copia della polizza assicurativa per danni a terzi o cose
- presentarsi in buone condizioni di igiene e pulizia
Non sono ammessi alla “pet visiting” cani e gatti di età inferiore ai 6 mesi, animali in fase estrale e cani classificati a rischio di aggressività inseriti nelle classi 2 e 3.
Disposizioni analoghe disciplinano la “pet visiting” nelle case di riposo e nelle RSA.
Quali comportamenti bisogna tenere durante la visita?
Secondo Apaca, ci sono regole che ancorchè non scritte vanno, però, sempre rispettate nell’interesse di tutti i co- attori della “pet visiting”:
- anzitutto, bisogna non far stazionare gli animali d’affezione in luoghi diversi da quello definito nell’autorizzazione
- è necessario anche evitare che l’animale si avvicini ad altri pazienti e visitatori, al personale della struttura e ad altri animali
- prima di entrare in un ascensore con l’animale bisogna chiedere agli altri occupanti il permesso di entrare e desistere nel caso anche di un solo diniego o di evidente apprensione
- per i cani, è buona norma portare con sè, oltre al guinzaglio lungo al massimo 1,5 mt, anche la museruola, ma evitando nel modo più assoluto il collare a strozzo
- se il gatto è fatto uscire dal trasportino, è bene che sia condotto con una apposita pettorina
- l’animale deve essere pulito e spazzolato anche se accede soltanto al giardino o a un’area esterna
- a prescindere dal possesso dell’ autorizzazione, se il giorno della visita l’animale presenta manifestazioni gastroenteriche (diarrea, vomito, ecc.), dermatiti o altre patologie di recente insorgenza, è necessario evitare di introdurlo nella struttura sanitaria
- prima di entrare, far fare sempre al cane una passeggiata igienica, avendo cura di raccogliere le deiezioni
- qualche giorno prima della visita, è consigliabile far odorare al cane o al gatto un indumento indossato dal degente durante la permanenza nella struttura in modo che l’animale possa familiarizzare con l’odore che poi troverà durante la “pet visiting”
- è quantomai opportuno che l’approccio tra il degente e l’animale avvenga dal lato libero da dispositivi medici quali i cateteri intravascolari e i sistemi di drenaggio, in modo da prevenire ogni contatto (urti, leccamenti) con i siti e i relativi presidi
- è bene che il degente e tutte le persone presenti evitino di consumare alimenti in presenza dell’animale, a cui non deve essere fornito alcun cibo
- evitare di condurre gli animali nei servizi igienici o vicino ai carrelli del vitto o delle medicazioni o della terapia
- è necessario che il degente si lavi le mani con acqua e sapone o le frizioni con gel idroalcolico prima e dopo il contatto con l’animale: molto accorto è l’accompagnatore del cane o del gatto che porta con sé il gel idroalcolico in modo da poterlo utilizzare lui stesso ed anche offrirlo a chi (come il degente) abbia toccato l’animale
