Per i cani il vaccino non c’è, ma per gli umani si e a Belluno è perfino gratuito
Dieci casi già in questa prima parte dell’anno. E’ questo il bilancio del Reparto Malattie Infettive dell’Ulss n.1 per i casi diagnosticati di meningoencefalite da morso di zecca: un dato superiore del 15-20% rispetto agli anni scorsi. Tra questi dieci casi, si è registrato anche un decesso, ci sono due giovani e una persona è ancora in condizioni molto gravi, segno che tutte le fasce di età sono esposte al contagio.
La rilevazione avviene nell’ambito del progetto Interreg MONZEC che sta effettuando un monitoraggio completo dei vettori (zecche) nell’area del Tirolo Orientale, della Val Pusteria e della Provincia di Belluno.
La malattia è grave (così come altre trasmesse sempre da morso di zecche infette) e la prevenzione dovrebbe essere la prima preoccupazione dei bellunesi. E,invece, i dati disponibili sul sito dell’Ulss n.1 mostrano che solo il 22,7% della popolazione ha aderito alla campagna con almeno una dose, con percentuali del 30,6% in Cadore, 27,7% nel Bellunese, 18,3% nell’Agordino e 17,1% nel Feltrino. E pensare che dal maggio 2019 per i bellunesi – che abitano in un’area classificata ad alta endemia – il vaccino è gratuito sia nella formulazione per adulti, sia in quella per l’età pediatrica: ma evidentemente la gratuità non basta a convincere una popolazione che, evidentemente, è ancora convinta di saper neutralizzare l’aracnide.
Oltre all’invito alla vaccinazione, l’Ulss Dolomiti “ribadisce l’importanza della prevenzione generale durante le escursioni: è raccomandato indossare abiti protettivi chiari, restare sui sentieri, utilizzare repellenti e fare un attento controllo visivo di cute e indumenti a fine passeggiata. In caso di puntura, la zecca va rimossa quanto prima (misura fondamentale per prevenire la Malattia di Lyme) con una pinzetta, tramite trazione perpendicolare e senza schiacciare il corpo del parassita. Non bisogna mai applicare sostanze come alcol o vaselina prima dell’estrazione”. Da qualche giorno, l’Azienda sanitaria ha anche previsto un nuovo servizio per chi viene morso dalle zecche: un ambulatorio all’interno dei reparti di emergenza-urgenza degli ospedali bellunesi in cui il personale infermieristico si dedicherà alla rimozione delle zecche, eliminando in questo modo le decine di codici bianchi che affollano i pronto soccorsi.
E gli animali? Non essendo vaccino, l’unica prevenzione si ottiene scegliendo il giusto antiparassitario (collari, fialette spot-on, pastiglie o spray), che, dice sempre l’Ulss Dolomiti, deve essere valutato dal medico veterinario in base a localizzazione geografica, stile di vita ed età dell’animale. Almeno questo facciamolo, visto che cani e gatti non possono decidere da soli!
