Tale e quale: ma davvero?

Tale e quale: ma davvero?

Le somiglianze tra il cane ed il compagno umano sono reali e la ricerca lo conferma

La ricerca scientifica degli ultimi 10-15 anni si è occupata a più riprese della somiglianza esteriore e di carattere tra il cane e il proprio compagno umano e su alcuni punti ha raggiunto un consenso significativo.

La somiglianza è reale e non è una somiglianza solo percepita. Riguarda soprattutto varie dimensioni della personalità, ma in parte anche l’aspetto esteriore. Sul piano fisico, la ricerca ha individuato soprattutto nella forma, nell’espressione e nella conformazione dell’area degli occhi quella dove si concentra maggiormente la somiglianza; una correlazione ricorrente è anche quella tra donne con i capelli lunghi che tendono a preferire razze con le orecchie lunghe e, viceversa, donne con i capelli corti che scelgono razze con le orecchie corte; cani con mantello dai colori caldi e chiari sono universalmente preferiti, ma lo sono soprattutto da persone con capelli chiari; persone sedentarie e quindi più inclini al sovrappeso hanno frequentemente cani obesi; persone alte e snelle (ectomorfe) preferiscono cani dall’aspetto leggero e con ossa lunghe (anch’essi  dunque ectomorfi), mentre persone basse e robuste (endomorfe) prediligono cani bassi, con ossa corte e pesanti (ossia endoformi); la larghezza-altezza facciale e la simmetria del viso spingono l’umano verso aspetti morfologici similari nel cane. La radice della somiglianza fisica sta nel fatto che la scelta di un cane è condizionata da due meccanismi noti in psicologia: il primo è l’Effetto di Esposizione Semplice, che porta le persone a preferire ciò che è familiare (e non c’è nulla di più “familiare” che guardarsi allo specchio e conseguentemente orientarsi, senza troppi sforzi mentali, su tratti a cui si è abituati e che trasmettono sicurezza), meccanismo che condizionerebbe l’atteggiamento psicologico della persona verso il cane; il secondo è l’”autosimilarità”, un meccanismo che indica, invece, la preferenza degli umani per persone e oggetti che rispecchiano aspetti (soprattutto di struttura geometrica) del proprio apparire. 

Ma è sul fronte della personalità e dei comportamenti che la somiglianza trova le migliori opportunità per manifestarsi. La ricerca ha identificato correlazioni significative tra persone estroverse e cani con comportamenti più socievoli, così come tra ansiosi o emotivamente instabili e cani con livelli più alti di ansia, paura degli estranei e aggressività verso i proprietari; persone con atteggiamenti negativi verso il cane o stress elevato tendono ad avere cani non solo con comportamenti problematici e ansiosi, ma anche con scarsa salute fisica. Alla base di queste somiglianze ci sono, secondo i ricercatori, almeno tre meccanismi biologici: il primo è rappresentato dal contagio emotivo e dalla coregolazione emotiva (gli stati emotivi di cani e umani si influenzano reciprocamente: ad esempio, durante un’interazione positiva le frequenze cardiache del cane e dell’umano sono correlate); il secondo è l’imitazione neurale (i neuroni specchio del cervello del cane lo aiutano a imitare schemi emotivi del compagno umano, attività che va a sommarsi all’apprendimento osservazionale che consente al cane di imitare consapevolmente le azioni dell’umano di riferimento); il terzo è la sincronizzazione ormonale (l’ossitocina, ossia l’ormone dell’attaccamento, è rilasciata sia dai cani che dagli umani nei momenti di interazione positiva; i livelli di cortisolo, noto come l’ormone dello stress, sono sincronizzati nei peli dell’umano di riferimento e del cane, soprattutto se si tratta di un cane competitivo).

Fin qui la ricerca scientifica, che ovviamente ha evidenziato come la complessa gamma delle somiglianze sia quasi esclusivamente riferibile alle razze pure, le quali esprimono caratteristiche standardizzate e prevedibili e quindi più facilmente acquisibili nel momento della scelta. Per i meticci, la prevedibilità manca e quindi sono pochi i meccanismi che possono condizionare la scelta e generare somiglianze fin dai primi momenti, ma la ricchezza del loro background li rende sicuramente capaci di affiliarsi ottimamente al loro umano di riferimento, che nel corso della convivenza scoprirà sia ineguagliabili somiglianze, meno fisiche ma di certo emotive e caratteriali, sia aspetti di complementarietà talvolta così straordinari che sarà l’uomo e non il cane a modificare la propria visione del mondo.