La morte di Thor

La morte di Thor

Nel 2023 LAV lo aveva sottratto a una vita di stenti. In rifugio ha trascorso probabilmente il periodo più felice

Nel 2023 Thor è diventato un cane di proprietà della sezione bellunese di LAV, che lo aveva sottratto a una detenzione molto problematica e trasferito subito nel rifugio di Apaca. Fin dal suo arrivo, questo meticcio nero a pelo raso dalla postura austera – che talvolta ringhiava e mostrava i denti – in realtà non presentava particolari problemi comportamentali. Molto preoccupante era, invece, il suo stato di salute, imputabile alle privazioni, all’isolamento e alla mancanza di cibo patiti nelle varie detenzioni. Le cure veterinarie hanno ben presto risolto la maggior parte dei problemi ed il monitoraggio periodico del suo stato di salute ha permesso di adeguare anche la dieta – integratori compresi – alle necessità di un cane già anziano al suo arrivo.

Thor è sempre stato docile e disponibile, ancorchè nei limiti di una tolleranza che si è fatta via via sempre più carente col progredire dell’età: ha accettato di buon grado la frequentazione dei volontari e non è mai entrato in conflitto con quel gruppetto di consimili che frequentava durante le sgambature, facendo sentire la propria autorità di “vecchio cane” soprattutto con i più piccoli e vivaci. Certamente, quello in rifugio è stato per lui il periodo più felice della sua vita: ha recuperato la salute, interagito con uomini e cani ed è diventato persino “coccolone”, accogliendo spesso volontari e visitatori al loro arrivo in canile. Purtroppo, come quasi sempre accade con i cani anziani, nessuno si è mai proposto per la sua adozione.

Nell’ultimo anno e mezzo, l’invecchiamento ha portato a una crescente difficoltà motoria, che si è fatta più grave nell’ultimo mese, quando Thor è stato colpito da una serie di ischemie cerebrali che hanno aggravato le patologie neurologiche di cui da tempo soffriva. Ogni volta, la somministrazione di dosi importanti di farmaci gli ha permesso di recuperare la consapevolezza di sé ma non la motilità del treno posteriore, la cui perdita è diventata totale nelle ultime due settimane, durante le quali alcune volontarie si sono alternate nel corso della giornata per farlo uscire più volte dal box sorreggendo dolcemente ma di peso i posteriori, permettendogli così di trascorrere del tempo sul prato insieme agli altri cani. 

Ieri, a poche settimane dal suo quindicesimo anno d’età, la situazione è precipitata e per Thor è stato il momento dell’eutanasia: se n’è andato serenamente, addormentandosi tra le braccia di Manuela, carezza dopo carezza.