La longevità in canile

La longevità in canile

La vita media degli ospiti del canile-rifugio di Apaca supera quella dei cani che vivono in famiglia

È un dato significativo (e forse anche sorprendente) quello che si ricava dall’analisi dei decessi avvenuti in rifugio negli ultimi 10 anni, che conferma la qualità di vita assicurata dal canile-rifugio di Apaca ai cani rifiutati dalla società bellunese.

Ma andiamo per ordine.

La durata media della vita di un cane è stimata tra i 10,0 e i 13,7 anni di età, ma è ben noto che la longevità è fortemente influenzata da molti fattori, tra cui la razza e la taglia (ma anche la qualità dell’alimentazione, l’ambiente in cui il cane vive, il suo stato di benessere psico-fisico e, non da ultimo, l’accesso alla prevenzione e alle cure veterinarie). Cani di taglia piccola vivono mediamente tra i 12,7 e i 13,5 anni, mentre la vita media di un cane di taglia grande è compresa tra gli 8,0 e gli 8,4 anni. Studi condotti in Giappone hanno poi accertato che i meticci vivono in media 1 anno e 3 mesi in più dei corrispettivi di razza, grazie a un fenomeno conosciuto in genetica come “vigore dell’ibrido”, ossia un significativo miglioramento delle caratteristiche (come salute e vigore) di un cane incrociato (quindi, con maggiore diversità genetica) rispetto ai suoi genitori di razza pura. Anche il peso normale incide sulla longevità, tant’è che una ricerca di qualche anno fa ha determinato in 2,6 anni il periodo di vita perduto dai cani in sovrappeso.

E veniamo ai cani del rifugio. Il campione considerato è composto dai cani che, negli ultimi 10 anni, non hanno mai lasciato il canile – a causa di un basso o addirittura bassissimo indice di adottabilità- e che sono deceduti durante la detenzione: è composto da 38 individui, la cui permanenza media in canile è stata di 5 anni e mezzo, un tempo sufficiente per misurare gli effetti (positivi o negativi) di una detenzione. Per questo gruppo di cani la longevità è stata pari a 12,2 anni e, pertanto, compresa nella parte alta del range stimato per la generalità dei cani di famiglia (10,0-13,7 anni di età). Anche per i cani del rifugio, però, differenze significative si riscontrano a seconda della taglia: infatti, l’età media dei cani di taglia grande (14 nel campione) è stata pari a 12,1 anni, quella dei cani di taglia media (16 nel campione) a 12,3 anni e quella dei cani di piccola taglia (8) a 13,9 anni. Dunque, se si tiene conto delle dimensioni, per tutte e tre le taglie la durata della vita è risultata superiore alla vita media stimata per i cani di famiglia.

È un dato che documenta l’attenzione che l’associazione presta ai cani di cui si prende cura (e che talvolta arrivano in rifugio già in età avanzata e in non buone condizioni di salute). L’attenzione riguarda, anzitutto, la prevenzione veterinaria, che Apaca garantisce a tutti i cani ospiti con continuità e che permette sia di diagnosticare e curare patologie che possono insorgere ad ogni età del cane, sia di curare malattie croniche, evitando che peggiorino e accelerino il momento del decesso. Il secondo fattore su cui si esercita l’attenzione e che influenza positivamente la longevità e lo stato di salute dei cani del rifugio è l’alimentazione bilanciata, garantita attraverso l’utilizzo di prodotti di qualità, scelti in una gamma di combinazioni che permette di individuare il cibo adatto ad ogni individuo e l’uso di integratori alimentari.

Ma ci sono altri due fattori ai quali l’associazione presta attenzione perchè consapevole di quanto positivamente incidano sulla vita dei cani del rifugio: il primo è l’esercizio fisico (ancorché necessariamente limitato nel tempo e nell’intensità) che ogni giorno viene garantito a tutti i cani ospiti, i quali hanno l’opportunità sia di effettuare passeggiate e sgambature nelle aree dedicate, sia, da qualche anno, di praticare la mobility dog, particolarmente utile per cani privi di esperienze; il secondo fattore è l’esercizio mentale, con attività ludiche e di attivazione che incidono sullo stato psicologico del cane e, quindi, su un aspetto del benessere che influenza in maniera diretta anche il suo stato di salute fisica.

Insomma, un’ulteriore conferma della bontà del lavoro svolto quotidianamente da un’associazione che la popolazione bellunese conosce e apprezza da moltissimi anni e di cui i cani abbandonati, maltrattati e rifiutati…possono fidarsi.