E’ stato l’anno in cui l’Ulss n.1 ha accolto la proposta di Apaca e autorizzato le visite degli animali domestici ai degenti. Ma nel 2025 sono accadute molte altre cose.
Il 2025 è stato presentato come un “anno quadrato perfetto”, poiché rappresenta il quadrato di 45 che, a sua volta, è la somma di tutti i numeri da 0 a 9: un fenomeno matematico che vale solo per il calendario occidentale (e non per altri come quello arabo o ebraico o cinese) ma che, soprattutto in un Paese di creduloni (il Censis valuta nel 76,5% la percentuale di italiani che non sa riconoscere una fake news), è stato subito avvolto da un’aura di perfezione, speranza e buon auspicio. E, invece, il 2025 è stato, a tutti gli effetti, un anno all’insegna della follia, in cui hanno preso corpo la stragrande maggioranza dei rischi anticipati dal Global Risks Report che aveva immaginato un mondo caratterizzato da incertezza e turbolenza, instabilità politica e sociale, frammentazione, invecchiamento demografico, eventi metereologici estremi, polarizzazione sociale, guerre sul campo e ciberguerre. Insomma, è stato un anno tra i peggiori vissuti in epoca recente, con spaventose crisi umanitarie e milioni di bambini intrappolati in conflitti che gli organismi sovranazionali non riescono a governare, stravolgimenti dei mercati internazionali e guerre commerciali, crisi profonde di molte democrazie, concentrazioni di ricchezza e divari economici oltre l’immaginazione e il rischio di aberrazioni di potere e di controllo delle popolazioni anche per l’avvento dell’intelligenza artificiale. È così che la violenza (in tutte le sue manifestazioni: tra stati, politica, sessuale, di genere, tra bande di adolescenti, razzista, fisica e psicologica, religiosa ed economica) è diventata normalità, generando e alimentando una spirale di altre condotte negative e problematiche psicologiche ed emotive.
Guardando ai cambiamenti significativi nel sistema Terra, il 2025 è stato l’anno del raggiungimento di uno dei “punti di non ritorno climatici”: Il Global Tipping Points Report 2025 ha segnalato, infatti, che le barriere coralline tropicali sono già entrate in una fase di quasi estinzione irreversibile, mentre la foresta amazzonica e il permafrost artico sono a rischio. In Italia, secondo l’Osservatorio di Legambiente si sono registrati 376 eventi meteo estremi, con un aumento del 5,9% rispetto all’anno precedente: un numero che rende il 2025 il secondo anno peggiore degli ultimi undici. E in provincia? L’ARPAV ha attestato il verificarsi di una decina di eventi estremi (tra cui quello del 29 giugno quando lo zero termico è salito fino a 5.193 metri, valore massimo assoluto degli ultimi quarant’anni) e la crescita di oltre 1,5° delle temperature medie annuali, collocando il 2025 tra gli anni più caldi di sempre.
Anche per i 21.000 lupi europei – e quindi pure per i circa 3.500 lupi italiani, tra cui i 200 che vivono nelle alpi e prealpi venete – il 2025 non è stato un buon anno: l’UE ha allentato la protezione declassando il loro status da “rigorosamente protetto” a “protetto” e concedendo agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni e permettendo anche gli abbattimenti in deroga. In Italia, invece, il 1° luglio è entrata in vigore la legge 6 giugno 2025 n. 82, che ha modificato la normativa di tutela degli animali: il provvedimento è certamente positivo sotto alcuni aspetti (ad esempio, le aggravanti legate ai maltrattamenti in presenza di minori o alla diffusione attraverso strumenti informatici o telematici, immagini, video o altre rappresentazioni del fatto commesso) ma, nel complesso, è poco coraggioso e molte sono le cose lasciate indietro.
E’ ovvio che tutti abbiamo risentito di un contesto mondiale disorientante, e così pure della crisi del sistema sanitario nazionale e del martellante clima di violenza che, anche in Italia, i mass media amplificano senza sosta, cogliendo da una realtà che, purtroppo, dà spunti continui. D’altro canto, la politica, anzichè cercare di ricomporre il quadro sociale, ha prodotto e sta producendo una comunicazione quasi esclusivamente populista, che alimenta lo scontro e la polarizzazione ideologica. Solo davanti ai dati ISTAT che mostrano come 6,4 milioni di donne nel 2025 siano state vittime di violenza fisica o sessuale, si è trovata la condivisione ed il parlamento è riuscito ad approvare la legge che istituisce il reato di femminicidio. In un qualsiasi contesto violento, anche gli animali domestici diventano rapidamente soggetti di abuso (minacce, ferimenti, uccisioni) e Apaca, nel corso dell’anno, ha accolto qualcuna di queste vittime di chi si crede al vertice della “creazione”: ma nel 2025 c’è stato anche spazio per attività all’insegna della speranza e della fiducia (come quella che ha portato a Belluno la “pet visiting” in tutte le strutture sanitarie), tutte raccolte nel capitolo “Un anno affatto quadrato perfetto” che chiude (momentaneamente, s’intende) la “Piccola storia di Apaca”, disponibile sul nostro sito al download e alla lettura.
