Cani, sport e lavoro: l’agility e l’obedience

Inizia con quest’articolo la pubblicazione di una serie di approfondimenti dedicati agli sports e alle attività di lavoro con l’impiego del cane. Informazioni e curiosità, ma soprattutto domande e interrogativi su un tema davvero complesso e delicato.

Cani al servizio dell’uomo. Quali sono le attività che vedono agire fianco a fianco un cane e una persona? Quanto conta la subordinazione dell’animale? Quanto il piacere di partecipare a determinate azioni? Con questa serie di domande si vuole proporre una descrizione quanto più possibile obiettiva delle attività di cooperazione fra uomini e cani e del rapporto che si sviluppa in queste occasioni. È un accenno ad una questione molto delicata che si propone anche come spunto per riflettere su ciò che unisce uomini e cani in determinate situazioni di lavoro e di svago. Un tema al quale Apaca, come associazione animalista, non può non rivolgere la propria attenzione.

La nostra carrellata inizia con l’agility dog e l’obedience, due discipline sportive dove i cani si sfidano come “atleti”. L’agility dog, lo suggerisce il nome, mette alla prova l’agilità del cane attraverso una gara a ostacoli: ogni animale deve completare un percorso nel minor tempo possibile e senza commettere errori di penalità. Per tutta la durata della prova, viene assistito dal proprio conduttore, segue i comandi e la strada che gli viene indicata. Il superamento del tracciato, quindi, non è solo il frutto dell’abilità e della forma fisica del cane, ma anche della sua predisposizione a obbedire ai comandi, esercitata con l’allenamento e dimostrata poi durante la competizione. Vedere che una richiesta fatta dall’uomo viene prontamente eseguita dal cane, facendo ottenere a entrambi un risultato positivo, mostra quanto accordo intercorra fra i due, ma di quale legame si tratta? È ancora un’amicizia basata sul rispetto e sul dovere di educare o piuttosto una relazione di pura obbedienza dove la parola “padrone” trova spazio nel suo significato più prossimo? Qualche dubbio non può non sorgere.

Specialmente di fronte all’altra disciplina sportiva che vede protagoniste le capacità di ascolto e adempimento degli ordini di un cane addestrato, l’obedience. In questo caso, ancor più che nell’agility – dove a onor del vero i cani sembrano divertirsi a scorrazzare per il circuito – l’animale deve eseguire rigorosamente una serie di esercizi distinti, sotto il controllo del padrone-istruttore. Meno distrazioni e sbavature ci sono, maggiori sono non soltanto il punteggio ma anche la soddisfazione dei proprietari. E i cani? Non sembra essere possibile capire se anch’essi trovino una forma di appagamento o se compiano semplicemente e automaticamente ciò che gli è stato insegnato.

Nell’agility dog, nell’obedience – così come nella rally obedience, dove i compiti di obbedienza sono svolti lungo un percorso segnalato – emerge quel dialogo che sempre si instaura quando un cane e un umano operano in coppia. Ma c’è più spettacolarizzazione che vera utilità, la quale caratterizza altri tipi di collaborazione come quella con i cani da soccorso o i cani guida. In ogni caso, ciò che preoccupa maggiormente è l’esasperazione cui si giunge talvolta in queste gare, volendo ottenere piena rispondenza ed esiti eccellenti e pretendendo la perfezione. Quando invece, forse, gestire le attività assieme a un cane con equilibrio e intelligenza è ciò che le rende più proficue e gratificanti, e ciò che trasforma un animale in un compagno, un collega, un amico.

I commenti sono chiusi