Calimero…fuori dal guscio!

Calimero ovviamente non è un pulcino e non è né piccolo, né nero. Se lo vedeste, tutto pensereste tranne che a un esserino bisognoso di protezione. Calimero – “Mero” per gli amici – è un meticcio di taglia media, bello robusto e ha negli occhi un’espressione severa e pensierosa, tanto che sembra essere sempre sul punto di rimproverarti qualcosa. Dà l’idea di essere un cane “filosofo”, immerso com’è nelle sue riflessioni e nei suoi ricordi.

Calimero è stato accolto da Apaca nel giugno del 2017, insieme ad altri compagni di sventura che mostravano, come lui, diversi problemi comportamentali: diffidenza, paura del contatto fisico, un abbaiare continuo contro tutto e tutti. A differenza di Yoghi e di Nerone, Calimero voleva dimostrare di essere un cane forte, nascondendo dietro gli atteggiamenti indifferenti e da “duro” il suo bisogno di affetto e di attenzioni. Ma l’impegno della veterinaria comportamentalista Claudia Marcolongo, dell’educatrice cinofila Elena Zanardo e di un gruppo di lavoro di appassionate volontarie che si sono dedicate per diversi mesi al recupero di quei cani “difficili”, hanno fatto emergere il lato migliore di Calimero. Il quale ben presto ha mostrato di gradire carezze, spazzolature e vicinanza delle persone, fino ad arrivare a lasciarsi mettere pettorina e collare per uscire in passeggiata con ogni volontario che lo volesse portare a spasso.

Un traguardo importante – raggiunto anche da Pablo e da Topo Gigio, gli altri due cani del branco di cui Calimero faceva parte – ma davvero notevole per lo scontroso “filosofo”, che, pur mantenendo la gravità tipica del suo sguardo, oggi ha assunto un passo più leggero e un bel po’ di felicità nelle zampe e nel cuore. Circa un mese fa, infatti, “Mero” ha trovato casa: è stato affidato a Rebecca e alla madre Rachel, che hanno deciso di portare con sé a Cesiomaggiore quel cane grigio chiazzato di bianco all’apparenza scorbutico, che forse all’inizio le ha guardate di traverso al di là del suo box. Ma ora, grazie all’adozione, gli occhi ombrosi di “Mero” sicuramentene si accenderanno, a poco a poco, di una fiducia tutta nuova e l’augurio più grande che possiamo fargli è che lasci andare le sue pensose meditazioni e riesca a scodinzolare alla sua nuova famiglia.

I commenti sono chiusi