Una nuova casa…in polizia

Una bella notizia canina giunge dal mondo delle forze dell’ordine: la polizia penitenziaria del carcere di Quarto d’Asti in Piemonte ha deciso di adottare i suoi futuri cani antidroga esclusivamente dai canili. In realtà l’iniziativa è cominciata circa sette anni fa, ma a distanza di anni si è rivelata una scelta vincente.

Tutto ha avuto inizio nel 2013 quando, a causa della crisi economica e dei tagli conseguenti, le risorse del centro addestramento per cani antidroga di Asti – attivo sul territorio nazionale – hanno subìto forti limitazioni per quanto riguarda le unità cinofile. Oltre a cibo, vaccini e cure varie, infatti, fino a quel momento i cani reclutati erano tutti costosi esemplari di razza. Come si legge su “La città news”, il capo coordinatore Angelo De Feo, per far fronte a tagli e spese, ha avuto la buonissima idea di rivolgersi ai canili. Con un doppio risultato: non solo è riuscito a risparmiare denaro utile alla gestione del centro e alla creazione e formazione delle unità cinofile, ma soprattutto ha attuato un’azione virtuosa, regalando letteralmente una nuova vita a cani che magari non avrebbero mai avuto la fortuna di una seconda occasione.

I cani, dal canto loro, hanno saputo dimostrare di essere all’altezza del loro compito. Non era scontato, infatti, che animali provenienti da situazioni traumatiche o problematiche, come tanti di quelli che poi trovano rifugio in un canile, fossero adatti a seguire l’addestramento necessario a diventare capaci cani antidroga. Come racconta De Feo, il percorso seguito da questi animali specializzati, pur basato sul gioco e sulla motivazione, è lungo, va dai quattro ai sette mesi, e disciplinato da regole specifiche. Ebbene, i cani del canile si sono rivelati delle ottime “reculte”, imparando a riconoscere le sostante stupefacenti e diventando a tutti gli effetti dei cani poliziotto. Tanto che il progetto di collaborazione con i canili continua in modo proficuo e, ad oggi, i cani adottati dalla polizia penitenziaria di Asti sono una cinquantina.

Ancora una volta, quando qualcuno punta su un cane abbandonato con affetto, passione e dedizione, non potrà fare altro che vincere la sua preziosa scommessa.

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