Quanti sono gli animali domestici a Belluno?

Quanti sono gli animali domestici a Belluno?

Non c’è un dato ufficiale, ma sono di certo molte migliaia gli animali presenti nelle famiglie bellunesi

L’Istat è conosciuta dai più soprattutto per i censimenti della popolazione, ma in realtà realizza rilevazioni e studi in moltissimi altri campi oltre a quello demografico: tra questi studi c’è l’indagine multiscopo “I Cittadini e il Tempo libero”, che contiene anche una sezione dedicata alla presenza stabile di animali domestici nelle famiglie. I dati relativi al 2024 mostrano che in Italia oltre 10 milioni di famiglie, pari al 37,7% del totale (era del 36% nel 2006 e del 36,2% nel 2015), convivono attivamente con un animale domestico (cani, gatti e piccoli animali e che, quindi, sarebbe stato più corretto qualificare come “animali da compagnia”), il cui numero stimato è pari a circa 25milioni e 500mila.

Cani e gatti sono ovviamente gli animali più presenti, circa il 33,9% delle famiglie ne ospita almeno uno: in particolare, il 22,1% delle famiglie ha uno o più cani (era il 20,7% nel 2006) mentre il 17,4% uno o più gatti (nel 2006 era il 16,4%). 

Tra queste ultime, soprattutto uccelli (1,5% delle famiglie) e tartarughe (1,3%).

La quota di famiglie residenti che accolgono animali in casa è più alta nel Centro Italia (42,7%): a seguire, c’è il Nord-est (40,3%), quindi il Nord-ovest (38,5%) e, infine, le Isole (34,3%) e il Sud (31%).
Considerando l’ampiezza demografica dei Comuni, nel 2024, l’Istat ha rilevato una presenza di animali domestici meno frequente nei grandi centri urbani (29,4% delle famiglie) rispetto ai Comuni di dimensione minore: nei Comuni tra 2mila e 10mila abitanti, la media sale al 45%, ma il massimo si tocca nei Comuni sotto i 2mila abitanti, dove hanno animali domestici quasi una famiglia su due (47,7%), facilitata evidentemente anche da una maggiore disponibilità di spazi verdi e da una dimensione media delle abitazioni più ampia. Nei piccoli centri il 29,4% delle famiglie possiede almeno un cane, a fronte del 15,1% rilevato nei centri metropolitani. Analogamente, il 27,7% delle famiglie dei piccoli centri ha almeno un gatto, contro il 12,5% di quelle che risiedono nei centri metropolitani.

Il reddito influenza la presenza di animali domestici in famiglia? La risposta è, ovviamente positiva (visti i costi esorbitanti per cibo e cure veterinarie), ma non così discriminatoria: infatti, la quota di famiglie con animali domestici è pari al 41,6% tra coloro che dichiarano ottime risorse economiche, ossia solo il 3,9% in più rispetto al 37,7% del totale.

E il grado di istruzione c’entra qualcosa? Secondo la ricerca sì e con un’incidenza non banale: la presenza di animali domestici è più diffusa (45,5%) tra le famiglie con titolo di studio medio-alto (almeno diploma di scuola superiore), mentre scende (30,2%) tra quelle in cui il titolo di studio è al massimo la licenza media.

La presenza di animali domestici cambia anche a seconda della tipologia della famiglia, in relazione alle esigenze dei suoi componenti, al loro ruolo e all’età. In particolare, accolgono in casa gli animali domestici soprattutto le coppie con figli, soprattutto se hanno almeno 14 anni: infatti, il 51,2% delle coppie con figli grandi hanno animali domestici, seguite dalle famiglie monogenitore sempre con figli di almeno 14 anni (48,8%), mentre ospitano animali domestici il 43,3% delle coppie con figli minori di 14 anni, seguite dai monogenitori di figli sempre di età inferiore ai 14 anni (42,5%). In aumento rispetto alle rilevazioni di qualche anno fa anche le coppie senza figli con membri di età inferiore ai 65 anni, le quali mostrano un significativo interesse ad ospitare animali domestici in casa (47,9%, contro il 38% del 2006 e il 42% del 2016).

E gli anziani soli? Diversamente dal luogo comune che ritiene che la solitudine porti l’anziano a volere accanto a sè almeno un animale domestico, la quota di persone sole di 65 anni e più con animali domestici è la più bassa (22,7%), mentre quella delle persone sole con meno di 64 anni arriva al 30,8%.

C’è anche una differenza di genere nell’accudimento di cani, gatti e piccoli animali domestici. Ad occuparsene maggiormente nel tempo libero sono, infatti, nettamente le donne: il 26,6% di loro si occupa dei propri animali domestici con frequenza almeno settimanale contro il 20,8% dei maschi e tale differenza è presente a tutte le età, toccando un massimo di 10 punti percentuali tra i 45 e i 64 anni e annullandosi soltanto dai 65 anni in su. La maggiore propensione delle donne a prendersi cura degli animali domestici è confermata anche se la donna ha impegni lavorativi: infatti, è pari al 33,8% la quota di donne occupate che si prende cura degli animali almeno una volta a settimana, contro il 22,3% degli uomini nella stessa condizione. 

E a Belluno? Ovviamente non ci sono dati disaggregati a livello provinciale (territorio con 94.379 famiglie), ma è molto verosimile che la situazione sia quantomeno analoga a quella delineata a livello di Nord-est, in cui il 40,3% delle famiglie accoglie in casa un cane, un gatto o un piccolo animale (percentuale che secondo il Rapporto Italia di Eurispes nel 2025 sarebbe salita addirittura al 43,8%): ma è anche possibile che la percentuale provinciale sia più alta visto che più della metà dei comuni ha meno di 2.000 abitanti, fascia in cui, a livello nazionale, è stata misurata la presenza di animali domestici in quasi una famiglia su due. Dunque, nelle 42.650 famiglie bellunesi che verosimilmente hanno almeno un animale domestico (in provincia il numero medio di cani e gatti per famiglia potrebbe essere anche superiore a quello nazionale dove, tra quelle che ne possiedono, è pari a 1,3 per i cani e 1,8 per i gatti) potrebbero vivere oltre 108.000 individui, tra cani, gatti e piccoli animali: è ovviamente un dato stimato, ma la sensazione è che lo sia per difetto.