Il cane e la paura: la regola delle tre F

Il cane e la paura: la regola delle tre F

Davanti a un pericolo anche il cane può decidere anzitutto di congelarsi.

Il 13 giugno, la Corte di cassazione ha depositato le motivazioni di una sentenza che ordina un nuovo processo d’appello per un caso di molestie. Inizialmente, in primo e secondo grado la donna non aveva ottenuto giustizia perché il giudice aveva ritenuto che il suo “no” fosse arrivato troppo tardi, dopo 20-30 secondi: una tesi ribaltata dalla Corte, che ha affermato che è un ritardo del tutto irrilevante perché quello messo in atto dalla vittima è un comportamento noto nella letteratura scientifica come “blocco emotivo o freezing, cioè l’incapacità di reazione dovuta alla paura o al frastornamento per l’imprevedibilità della situazione e l’incapacità di fronteggiarla”.

In sostanza, è il comportamento che moltissime specie animali – uomo compreso – adottano quando si trovano davanti all’attacco di predatori (e un molestatore lo è!) o in situazioni che avvertono come un pericolo e che genera istintivamente paura o stress. Nel cane, questo meccanismo difensivo si manifesta con immobilità, orecchie tirate indietro e apparente arresto della respirazione: in quel momento è bene sapere che il nostro compagno di vita sta provando paura e il suo livello di stress è piuttosto alto.

Il cane può adottare questo comportamento quando si sente semplicemente a disagio (ad esempio, nel momento in cui gli si infila la pettorina o il cappottino o viene abbracciato) oppure sta vivendo una condizione di stress (ad esempio, è in un ambiente particolarmente rumoroso o sta entrando in ascensore) o sta provando paura (ad esempio, incontrando altri cani o persone estranee o trovandosi in una situazione che percepisce o anche semplicemente ricorda come pericolosa) oppure se soffre di ansia.

In tutti questi casi, la reazione del cane (ma è la stessa anche per gli animali umani) segue la cd “regola delle tre F”, ossia una sequenza di reazioni istintive che comprende tre meccanismi di difesa per la sopravvivenza: freeze (congelamento), flight (fuga) e fight (combattimento). Dunque, il cane (ma anche l’uomo) tenterà dapprima di passare inosservato (immobilità), quindi cercherà di allontanarsi dalla minaccia il più velocemente possibile (fuga) e se anche scappare non dovesse servire non avrà altra scelta che difendersi (combattimento).

Talvolta, però, l’umano che è in difficoltà cerca di uscire da una situazione di disagio sdrammatizzando: ebbene, anche il cane può utilizzare la stessa strategia e cercare di togliersi dal momento di difficoltà adottando un atteggiamento “funny”: è la quarta “F” a sua disposizione ed è il comportamento (alternativo al combattimento) con cui il cane invita l’altro al gioco, sdrammatizzando appunto.

Anche nel caso del freesing, dunque, chi non si impegna nella conoscenza della comunicazione dei cani rischia di agire in maniera inadeguata o addirittura controproducente, come quando, invece di rassicurare il proprio cane in difficoltà lo si obbliga ad affrontare ciò che lui percepisce come un pericolo, ricevendo in cambio un meritassimo morso!