Come proteggere cani e gatti dalla West Nile

Come proteggere cani e gatti dalla West Nile

Il virus infetta – con le stesse complicanze neurologiche – uomini, cavalli, cani, gatti e conigli.

Il sistema di prevenzione veterinaria ha da tempo a disposizione delle linee guida per affrontare la West Nile disease (WNV) o febbre del Nilo Occidentale, una zoonosi ad eziologia virale, trasmessa, come noto, dalle zanzare. E’ stato identificato per la prima volta in Italia nei cavalli nel 1998 e tra il 2008 e il 2016 si è diffuso soprattutto nel Nord-Est, diventando endemico nel Veneto ed espandendosi, poi, in altre 10 regioni. Tra le province con maggior numero di infezioni umane ci sono Novara, Modena, Latina, Caserta e Treviso.

Il WNV è mantenuto in natura da un ciclo di trasmissione che coinvolge zanzare ornitofile adulte e diverse specie di uccelli, mentre gli equidi e l’uomo sono considerati ospiti (occasionali) a fondo cieco. Generalmente l’uomo contrae l’infezione attraverso la puntura di zanzare, ma sono possibili anche altre modalità di trasmissione diretta attraverso le trasfusioni di sangue (in 31 province, tra cui tutte quelle venete esclusa solo Belluno, la donazione è sottoposta a limitazioni) o il trapianto di organi o la trasmissione madre-feto in gravidanza. Nella maggior parte dei casi, le persone infette non manifestano alcuna sintomatologia, ma in circa l’1% degli individui, soprattutto persone anziane o immunodepressi, il virus può provocare gravi forme neurologiche (encefalite, meningite) anche letali. Va comunque sottolineato che la febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette e che, comunque, non esiste ancora un vaccino.

Il virus infetta – con le stesse complicanze neurologiche – anche cani, gatti e conigli, che, va detto, non possono in alcun modo contagiare le persone con cui vivono. A differenza degli equini – che presentano un tasso di mortalità che può raggiungere il 20-57% negli animali sintomatici – rispetto ai cani e ai gatti sembra non siano stati segnalati finora casi significativi di mortalità legati all’infezione da WNV: esattamente come per gli animali umani, la maggior parte dei cani e gatti infettati rimane asintomatica e pare riuscire addirittura a sviluppare un’immunità naturale. In presenza, comunque, di disturbi neurologici (come tremori, encefalite, atassia) o alterazioni del comportamento (iperattività, disorientamento) è bene ricorrere al medico veterinario.

Eliminare i ristagni d’acqua, cambiare regolarmente l’acqua nelle ciotole, sfalciare la vegetazione nei giardini e nei luoghi circostanti le abitazioni sono utilissime misure di prevenzione generale sia per gli umani che per gli animali domestici, ai quali comunque conviene anche applicare dei repellenti. Sicuramente utile ai fini preventivi è, poi, l’uso negli spazi chiusi di ventilatori, che disturbano il volo delle zanzare ma soprattutto ricoverare in casa cani e gatti durante il periodo di maggiore attività delle zanzare (dall’imbrunire all’alba) in particolare tra luglio e settembre.