Allarme ingiustificato sulle lumache killer

Allarme ingiustificato sulle lumache killer

I rischi per l’uomo e per i cani. Il parere della Società Italiana di Parassitologia.

Negli ultimi giorni la stampa ha dato molta evidenza alla diffusione in Australia dell’Angiostrongylus cantonensis, un parassita emergente noto per la sua capacità di causare meningoencefalite eosinofila, una condizione neurologica rara che può colpire sia gli esseri umani sia alcuni animali, in particolare i cani. L’amplificazione è stata tale che – come capita ormai quasi ogni giorno con gli organi di informazione che vogliono vendere più copie o aumentare lo share– l’ansia ha subito colpito moltissimi proprietari di cani, alcuni dei quali si sono anche rivolti ad Apaca per accertarsi soprattutto se si trattava di vera emergenza.

Ovviamente non si tratta di un’emergenza, ma i toni allarmistici e la parzialità delle informazioni fornite ai cittadini ha spinto la fonte più attendibile – salvo che per i complottisti – cioè la Società Italiana di Parassitologia (SoIPa) ad intervenire, fornendo i dati scientifici attualmente disponibili.

Angiostrongylus cantonensis – scrive SoIPa in un comunicato stampa – è un nematode originario del Sud-Est asiatico, ma nel corso degli ultimi decenni ha ampliato il proprio areale di distribuzione. In Europa, è stato segnalato nelle Isole Canarie, a Maiorca (dal 2018) e, più recentemente, in Spagna continentale, precisamente nella zona di Valencia (2022). Fino ad oggi, i casi di meningoencefalite eosinofila nell’uomo registrati in Europa erano esclusivamente casi di importazione, ovvero legati ai viaggi, e prevalentemente in aree del Pacifico, del Sud-Est asiatico e dei Caraibi. Esiste un solo caso, segnalato in Francia, che è stato considerato come probabilmente autoctono ma non confermato con certezza diagnostica.

L’essere umano è un ospite accidentale e l’infezione avviene esclusivamente per via alimentare e tramite l’ingestione di molluschi terrestri crudi (lumache) contenenti il parassita o mediante verdure contaminate dal muco (bava) delle lumache. Su questo punto, uno dei massimi esperti mondiali di A. cantonensis – il professor David Modrý della Czech University of Life Sciences di Praga – sottolinea: “È importante ricordare che la prevenzione dell’infezione umana si basa su semplici comportamenti quotidiani. È sufficiente evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti e lavare con attenzione le verdure, soprattutto quelle a foglia larga. Non esistono al momento motivi di allarme in Europa, ma queste precauzioni rappresentano buone pratiche di igiene alimentare in ogni contesto”.

Per quanto riguarda i cani, in Australia tra il 2020 e il 2024, sono stati documentati oltre novanta casi clinici, spesso con sintomi neurologici severi, alcuni mortali. Questi dati, pur evidenziando un rischio reale in quelle specifiche aree climatiche, non possono essere automaticamente traslati in contesti come quello europeo, dove il parassita non è ancora stabilmente presente e dove le condizioni ambientali sono differenti. In Europa, infatti, non sono stati finora segnalati casi clinici nei cani. In merito alla sorveglianza veterinaria, il professor Vincenzo Veneziano dell’Università degli Studi di Napoli Federico II dichiara:“Abbiamo già avviato un progetto di ricerca integrato, sui ratti e sui cani in collaborazione con altri centri italiani e con il professor Modrý, per monitorare la possibile presenza del parassita sul nostro territorio. L’obiettivo è duplice: individuare eventuali focolai in fase iniziale e offrire raccomandazioni pratiche ai proprietari di animali da compagnia. Tra queste, evitare che i cani ingeriscano lumache, limacce o piccoli rettili vivi o morti durante le passeggiate, soprattutto in aree umide o dopo la pioggia”.

La sorveglianza attiva già avviata in Italia, unita all’esperienza internazionale dei ricercatori coinvolti, consentirà di intervenire tempestivamente qualora emergessero segnali di presenza del parassita in ambienti naturali o urbani. In ogni caso, conclude la Società Italiana di Parassitologia, la prevenzione si basa su misure semplici e di buon senso: lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo, evitare che i cani ingeriscano lumache o rettili durante le passeggiate o nei giardini, e mantenere pulite le ciotole di cibo e acqua degli animali, soprattutto se collocate all’esterno.