Water sports dog: fra divertimento e “mal di mare”

L’estate sta volgendo al termine ma certo molti proprietari di cani avranno ancora voglia di far giocare il loro amico a quattrozampe al mare, nei laghi o nei torrenti delle località di vacanza.

Forse non tutti sanno che, oltre a essere un passatempo amato da molti cani, il nuoto è anche la prerogativa di un insieme di sport cinofili acquatici che si praticano solitamente in piscine attrezzate e che va sotto il nome di Water Sports Dog. Si va dallo splash dog, dove il cane deve eseguire un tuffo prendendo la rincorsa da un trampolino e facendo un salto il più lungo possibile, al freestyle e allo speedwater, entrambi una sorta di agility dog in cui il percorso e gli esercizi legati al binomio uomo-cane sono interpretati in chiave natatoria, passando per le gare di nuoto di conduttori in coppia con il loro cane e le competizioni che prevedono il riporto di oggetti sistemati in vasca.

Si tratta di attività in cui il cane deve dimostrare, oltre all’obbedienza e all’ottima sintonia con il padrone, anche di sapersi muovere agilmente nell’acqua. Tanti cani amano il contatto con questo elemento, sanno nuotare istintivamente e non vedono l’ora di bagnarsi per prendere una pallina, sguazzare insieme ai loro simili e schizzare le persone che hanno intorno scrollandosi il pelo. Le discipline sportive riservate ai cani, come già sottolineato negli articoli precedenti, sono molto legate alla dimensione del gioco e i Water Sports Dog non fanno eccezione. Ma come sempre cautela e cura devono essere le guide per il benessere psicofisico del cane, il quale non deve essere sottoposto ad eccessivi sforzi e allenamenti estenuanti o peggio a stress e confusione, come sottolinea l’istruttore Claudio Cazzaniga in un articolo dedicato ad un’altra disciplina cinofila acquatica, legata in questo caso alle attività canine da utilità, il soccorso sportivo in acqua.

Il cane deve avere almeno un anno di età ed essere ovviamente in buona salute, ma soprattutto non deve temere di entrare in acqua. Esistono infatti anche cani che non sono assolutamente a loro agio di fronte a onde, spruzzi, pozzanghere o bagnetti e stanno benissimo a riva o fuggono letteralmente nel momento in cui li si vuole lavare. I motivi possono essere i più svariati, le caratteristiche della razza, eventi traumatici o castighi collegati all’acqua, una scarsa conoscenza nella fase di socializzazione e conoscenza dei vari contesti da cucciolo, instabilità o presenza di malattie specifiche, in particolare nei cani anziani. In questi casi è forse un bene desiderare di far superare una paura al proprio cane, ma per gradi e senza mai esagerare, senza forzature, cercando di incuriosirlo e coinvolgerlo, in modo tale da aumentare la sua fiducia nelle proprie capacità e nell’ambiente che lo circonda. Equilibrio, rispetto e misura sono necessari a creare il giusto approccio in un cane spaventato o infastidito dall’acqua. I risultati a volte sono sorprendenti e anche l’animale più fifone può riuscire a immergersi senza inquietudini, anche se non sarà mai un campione di sports acquatici e non si potrà pretendere che lo diventi. Ma la soddisfazione di aiutare il proprio quattrozampe a vincere una difficoltà con dolcezza e pazienza vale molto più di qualsiasi coppa alzata su un podio, anche nel caso delle sfide canine fra le corsie di una piscina.

I commenti sono chiusi