Muoiono sempre più spesso di cancro, ma ci aiutano a diagnosticarlo

Per gli amanti dei cani non è una novità: ci sono cani in grado di annusare l’arrivo di una crisi epilettica o allergica, l’abbassamento della glicemia in un paziente diabetico e anche l’odore del tumore.

Olfatto canino
Cani-e-cancroE’ l’olfatto il segreto dei “Medical Detection Dogs”. Il dato di partenza è di natura fisiologica: la mucosa olfattoria di un cane di taglia media ha, infatti, una superficie totale di circa 150 cmq. contro i 2-4 cmq. dell’uomo e 220.000.000 cellule recettive per cmq. rispetto ai 5 milioni dell’uomo. I cani, poi, sono in grado di distinguere 12 odori contemporaneamente; possono identificare una sostanza diluita fino a 1/10.000.000 e, in buone condizioni ambientali, riescono ad identificare odori vecchi di ben sei settimane.
Sono qualità che l’addestramento riesce ovviamente ad esaltare: i costi, prò, restano ancora piuttosto elevati, compresi fra i 14.000 euro necessari per addestrare un cane per diabetici e i 7.000 euro per un cane “cacciatore di tumori”.
In Italia i cani d’allerta sono arrivati da poco, ma negli Stati Uniti l’addestramento di questi animali è iniziato intorno al 2000 ed è stato poi esportato in Australia e in Inghilterra, dove oggi i medical detection dogs godono degli stessi diritti del cane per ciechi.

Non è ancora una metodologia scientificamente validata, ma da più parti arrivano dai ricercatori studi che confermano la capacità dei cani di riconoscere il melanoma, il cancro della vescica, del colon, dell’ovaio, della prostata e in parte anche del seno. I tumori, infatti, rilasciano nell’organismo delle particelle organiche volatili, che i cani, grazie al loro straordinario olfatto, riescono ad identificare in campioni di espirato, urina o feci.

Tra gli studi italiani più significativi c’è quello che l’urologo Gianluigi Taverna dell’Humanitas di Milano ha condotto con alcuni cani presso il Centro veterinario militare di Grosseto: ai cani sono stati fatti annusare campioni di urine di 900 persone, alcune sane e altre malate di tumore alla prostata, ed il livello di successo ha sfiorato il 98%.

E, poi, c’è l’attività della Medical Detection Dogs Italy, che è la prima Onlus in Italia per la ricerca sull’olfatto canino come metodo per l’individuazione e la diagnosi precoce di tumore nell’uomo. La Onlus – che è affiliata alla Medical Detection Dogs inglese, da cui ha avuto origine il progetto – è alla ricerca di un un metodo di diagnosi precoce che sia non invasivo, economico e non comporti stress per il paziente: in pratica sta cercando un’alternativa ai metodi attualmente disponibili che, per lo più e a seconda del tipo di tumore, sono invece invasivi, stressanti e talvolta addirittura nocivi e costosi o per il paziente o per il sistema sanitario nazionale. Una delle ultime attività è stata svolta in collaborazione con lo IEO-Istituto Europeo di Oncologia e con il Diparimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Milano e riguarda la ricerca per la diagnosi precoce del tumore al polmone.

I cani impiegati nei progetti di ricerca della Medical Detection Dogs Italy vivono con i loro proprietari, che poi li accompagnano nei laboratori e li aspettano durante la sessione di lavoro. Il team è composto da due pastori belgi, da un labrador, da un doberman e da un meticcio, ma hanno lavorato con la Onlus milanese anche lupi cecoslovacchi.

Proprio come noi umani, i cani muoiono sempre più spesso di cancro e anche in rifugio queste patologie sono aumentate in maniera esponenziale (Lilly e Rufus ne sono le vittime più recenti). Ma mentre noi umani non sempre li rispettiamo, i cani non smettono mai di aiutarci: già lo fanno, da tempo, con il diabete e l’epilessia, ma presto lo faranno anche con le malattie oncologiche e, una volta validate, le loro diagnosi precoci potranno salvare molti di noi dall’incubo del tumore!

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