Non c’è solo il colpo di calore tra i pericoli del caldo. Anche il cervello è a rischio.
In presenza di temperature elevate, il rischio principale per il cane è senz’altro il colpo di calore, che è una gravissima emergenza veterinaria, potenzialmente letale. Ma quando fa molto caldo – proprio come in questi giorni – ci possono essere altre conseguenze, che influenzano l’equilibrio e il comportamento del cane.
Mentre in presenza di un caldo “secco” anche il cane ha qualche possibilità in più di rinfrescarsi – la dispersione nell’aria delle molecole d’acqua attraverso l’ansimare è più efficace perché nell’aria c’è poco vapore in sospensione – , con il caldo “afoso” l’umidità dell’aria rende difficoltosa o addirittura impossibile l’evaporazione delle molecole d’acqua, provocando un innalzamento della temperatura corporea e un affaticamento di cuore e polmoni. Non solo: più cresce il vapore acqueo presente nell’aria – che è una miscela di vari gas – più si riduce la concentrazione di ossigeno, rendendo così più faticosa la respirazione.
Tutto questo ha effetti sulla salute e sembra averli anche sul cervello degli animali, coinvolgendo molte specie, dagli uccelli ai mammiferi: l’uomo, ad esempio, se esposto a caldo estremo, subisce significative variazioni dei livelli di concentrazione, dell’umore e anche delle capacità decisionali, con un aumento significativo pure dell’aggressività. E, dunque, non stupisce che anche il cane possa diventare più irritabile, più impulsivo e perfino più aggressivo, perdendo parte della sua capacità di valutare le situazioni e le minacce. Le ricerche fin qui condotte sugli stress e sui disturbi comportamentali su base ansiosa dei cani fanno intuire, infatti, che anche lo stress termico potrebbe influenzare i livelli di dopamina e serotonina, ossia i due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del comportamento, dell’apprendimento e dell’umore del cane. Del resto, ciò sembra verosimile anche in ragione del fatto che studi recenti su ratti e topi hanno già confermato che lo stress termico, sia acuto (colpo di calore) che cronico (esposizione ripetuta), provoca aumenti significativi dei livelli della dopamina proprio a livello cerebrale.
Non è, dunque, il caldo – magari “afoso” – a creare dal nulla impulsività, nervosismo, minore tolleranza al contatto o addirittura aggressività (soprattutto nel cane che ha alle spalle una storia di aggressività), ma è piuttosto l’influenza che il caldo ha sulla capacità del cane a raffreddarsi che determina in lui uno stato di stress – in questo caso “termico” – che fa diminuire la sua capacità di controllo comportamentale.
Dunque, nelle giornate afose, sarà necessario osservare il proprio cane e ridurgli il carico di stress termico, evitandogli esercizi fisici impegnativi e passeggiate nelle ore più calde, così come contatti forzati con altri cani. In ogni caso, mai punire l’irrequietezza e, anzi, aumentare la calma e la serenità con cui ci si rivolge a lui.
