Cani e sordità, una lingua tutta per loro

Parliamo ancora della disabilità che può colpire i cani, come è accaduto alla nostra Luna – incrocio fra due esemplari dallo stesso mantello merle (foto)- che le ha lasciato in eredità un problema fisico piuttosto grave, la sordità. C’è una buona notizia che riguarda i cani affetti da questo tipo di patologia: possono imparare una speciale lingua dei segni canina per comprendere ciò che i proprietari vogliono dire loro e per riuscire a interagire con le persone che hanno intorno anche se non sentono ciò che dicono.

I cani sono in grado di capire molte cose anche senza che gli si parli, anzi, la loro comunicazione è basata proprio sul linguaggio corporeo e sulle informazioni che questo riesce ad esprimere. Basti pensare, solo per fare un esempio, alla loro abilità nel cogliere e trasmettere diversi segnali calmanti muti nel momento in cui si sentono minacciati da un altro cane. Oppure alla loro bravura nel decodificare gli stati d’animo delle persone grazie alla capacità di osservazione e persino attraverso l’olfatto. Non è un problema quindi per loro non udire le parole chiave per eseguire una nostra richiesta o per sapere che stanno facendo la cosa giusta.

Il contatto visivo, che con i cani sordi diventa l’unico e indispensabile canale di comunicazione, è più che sufficiente. E’ usato dagli educatori cinofili che riescono a istruire cani privi di udito utilizzando in modo molto efficace: una lingua fatta di movimenti silenziosi. Risultati che spesso possono ottenere anche i professionisti che si dedicano alla sordità nelle persone. Sara Miller, insegnante per ipoudenti, ha una cagnolina, Blanche, con le stesse problematiche, la quale ha appreso come rispondere a determinati cenni del corpo per le richieste “seduto”, “terra” e “aspetta”. Sara ha filmato la sessione di addestramento dove si vede con quanta chiarezza Blanche risponde alle istruzioni non verbali. Le ha anche insegnato a capire i complimenti fatti con i gesti, come “pretty girl” che Blanche sembra apprezzare molto! Un’altra storia che fa salire l’ottimismo alle stelle è quella raccolta da “La stampa” che racconta di Sailor, un cane sordo che è stato adottato da una logopedista e che ora è in grado di “parlare” con la sua nuova famiglia grazie al linguaggio dei segni. Una storia simile speriamo possa essere scritta presto anche per Luna (che peraltro è solo ipoudente e non totalmente sorda), che sa esprimere affetto con tutta se stessa, rincorrere e afferrare sentimenti e messaggi, e potrà ascoltare tutto e tutti quando incontrerà chi saprà portarla oltre alle parole.

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