Prima di essere adottato ha vissuto la lunga attesa riservata ai cani di taglia grande
Frisbee è al suo secondo abbandono: il primo due anni fa in un canile di Verona probabilmente perchè non adatto alla caccia, struttura da cui è stato prelevato da una famiglia bellunese che, dopo due anni di convivenza col cane, ha chiesto ad Apaca di occuparsi di lui a causa della sopravvenuta impossibilità di accudirlo adeguatamente. Straordinariamente affettuoso e collaborativo e alla ricerca di contatto e vicinanza con tutti i volontari, Frisbee si è dimostrato subito anche molto energico e vivace, apprezzando tutte le attività che gli venivano proposte. Una volta scaricata l’energia in una delle aree di sgambamento, Frisbee non solo accettava volentieri la pettorina, il guinzaglio e la lunghina, ma affrontava con calma ed equilibrio anche le situazioni che gli si presentavano in passeggiata.
Insomma, l’unico vero ostacolo a una sua rapida adozione è stata la taglia: infatti, se grande, è spessissimo un ostacolo a causa non solo di spazi ridotti, ma anche di pregiudizi o di mancanza di esperienza degli aspiranti adottanti, i quali non di rado percepiscono il cane di taglia grande come un problema, se non addirittura una minaccia alla sicurezza propria o del gatto o dei bambini che girano per casa. In realtà, rispetto ad altre taglie, i cani di grande taglia presentano spesso un maggiore autocontrollo e una migliore stabilità comportamentale, che comprende anche una superiore capacità di inibizione, ossia di non fare qualcosa su richiesta, assai utile in moltissimi contesti intra e interspecifici. Frisbee è certamente tra questi e l’indicazione di una famiglia anche con bambini come tipologia di nucleo familiare adatto alla sua adozione era ampiamente motivata.
Ma la “famiglia-tipo” era bene fosse anche attiva e garantisse ogni giorno al cane attività fisica adeguata, meglio se in natura: chi si presentava in rifugio prospettava, invece, lunghi tempi da solo in giardini anche enormi ma che il cane avrebbe vissuto come luoghi di solitudine; oppure lunghe attese in appartamenti in condominio per una passeggiata nel quartiere; o ancora, libertà di accesso alla casa durante il giorno (ore pasti escluse) ma notte rigorosamente fuori o, al massimo, in un garage.
Finalmente, la coppia a cui Frisbee è stato proposto qualche settimana fa – e che, in realtà, aveva notato altri cani sul sito, ma non lui – anzitutto aveva del tempo da dedicare al cane e poteva contare anche sulla presenza di altri familiari durante le giornate lavorative per non lasciarlo troppo solo a lungo, poi disponeva di un giardino ma impiegava pure molto tempo in passeggiate ed escursioni e, infine, avrebbe accolto il cane in casa senza alcuna restrizione, accogliendolo anche sul lettone al mattino. Dopo aver atteso per parecchi mesi l’arrivo di un adottante, questo “grande cane”, dolce e mite, ha, dunque, incontrato la famiglia di Pamela, che gli ha aperto la porta di casa e quella del cuore, offrendogli l’aiuto e la sicurezza di cui aveva bisogno e ricambiando la dolcezza che Frisbee le donerà sempre senza riserve.
Lunga vita al “grande Frisbee” e alla famiglia di Pamela.
