“Costretti” ad aprire una pagina in Google My Business

Una sera, intorno alle 19.30, si presenta in rifugio una coppia desiderosa di visitare il rifugio alla ricerca di un cane da adottare. I volontari – che a quell’ora si recano in canile per il giro serale e la somministrazione dei farmaci – fanno presente che l’orario di apertura è solo al mattino: la coppia, però, insiste e fa notare che l’orario di apertura fino alle 20.00 compare sul sito ed invita i presenti a correggere un’informazione che, a quel punto, si dimostrava sbagliata.

google-my-businessIn realtà, gli orari di apertura sul sito erano corretti, ma la coppia aveva fatto la ricerca su google, che aveva rimandato come risultati anche una scheda con un’immagine, dei numeri di telefono, un indirizzo e degli orari di apertura del tutto “inventati”. E’ pur vero che la coppia aveva scambiato questa scheda per il sito di APACA, ma è altrettanto evidente che google aveva generato in automatico una scheda con dati imprecisi e fuorvianti: del resto è questa la politica seguita da Google My Business, il servizio multipiattaforma che da poco meno di due anni ha riunito in un’unica scheda Google Map, la ricerca Google e Google+. Niente di male, anzi un servizio in più per promuovere attività commerciali, professionali e servizi: senonchè, la presenza in rete di una scheda imprecisa costringe chi si vede mal rappresentato, come è successo ad APACA, ad intervenire e l’unico modo che ha è di “verificare” la scheda e poi gestirsela, inserendo i dati corretti ed aumentando la dipendenza della propria “immagine” dal colosso americano (che però restituisce come vantaggio una migliore visibilità nelle ricerche con Google)!

Ovviamente non siamo stati i soli a trovarci nella condizione di dover aprire una pagina in Google My Business, pena l’inaffidabilità di informazioni che altrimenti – come nel caso di ristoranti o esercizi commerciali – potrebbero sviare la clientela e gli utenti. A noi, come detto, è capitato con la giovane coppia in cerca di un cane da adottare, circostanza che ci ha imposto di mettere mano alla scheda per evitare che altre ricerche su google si concludessero con la medesima inattendibilità. Da qualche settimana, la scheda è aggiornata: le ricerche avvengono correttamente, la posizione su Google Map è stata corretta (perchè risultava che il rifugio fosse a fianco dell’ipermercato e non dove in realtà si trova) e in più abbiamo caricato alcune foto dei cani che sono passati in rifugio o che tuttora vi risiedono, tanto per chiarire che siamo pur sempre un canile anche se con “bellissimi abbandonati”.

Su GooglePlus abbiamo aperto, invece, alcune Raccolte, di cui una davvero speciale: quella dei “Racconti in punta di coda”, ora disponibili anche per “followers” di Goggle+ . Il collegamento con il sito è attivo e un nuovo pulsante (quello di Google+ appunto) compare sul lato destro delle schermate, a fianco del pulsante Facebook.

Un consiglio a chi ha un’attività professionale o imprenditoriale: fate una ricerca su google e se compare una scheda con dati inesatti, mappa imprecisa e foto che non riconoscete come vostre…non avete altra scelta che mettervi al lavoro!

 

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