Collari Gps: addio privacy

Da qualche anno sono disponibili collari dotati di Gps, che vanno connessi allo smartphone tramite un’app e permettono di sapere dove si trova il cane o il gatto, che magari si sono allontanati troppo o sono scappati in preda al panico per il rumore improvviso e assordante di un tuono o dei fuochi d’artificio. E poi ci sono le funzioni

Per geolocalizzare il gatto i il cane, il collare è dotato di una sim (e quindi di una tariffa telefonica) e di una batteria: proprio per risparmiare la batteria il dispositivo si collega via bluetooth al cellulare del proprietario quando questi è nelle vicinanze. Ed è proprio in questi momenti che la posizione di chi si trova in quel momento col cane viene trasmessa e tracciata: la conseguenza è una profilazione accurata dei comportamenti legati alla vita insieme al cane (dove si acquista il cibo, per quanto tempo e dove si gioca col cane, quante ore sta da solo in casa e molto altro) di ciascun membro della famiglia. Alla profilazione seguirà, ovviamente, una serie di proposte commerciali pertinenti e mirate da parte di aziende a cui i dati vengono venduti e che suggeriranno l’acquisto di gadget o di alimenti per cani o gatti, ma anche di soggiorni in strutture che ammettono animali al seguito o gli indirizzi di una dog o cat sitter di cui si potrebbe aver bisogno.

Niente di male, ovviamente: basta, però, esserne consapevoli e, magari, essere messi nella condizione di poter scegliere sull’app del collare un’opzione che nega il consenso al tracciamento digitale.

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