Cani e canili: un po’ di numeri per capire problemi e rimedi

Se si pensa che i dati ufficiali più recenti sul randagismo risalgono a 10 anni fa e che l’ultima stima del Ministero della Salute è del 2012, è stato davvero lodevole lo sforzo compiuto dalla LAV-Lega Antivivisezione che nell’autunno appena trascorso ha diffuso le statistiche di una indagine alla quale hanno aderito tutte le regioni italiane, ad eccezione soltanto di Calabria, Emilia Romagna e Sicilia.

Questi i dati più significativi, con un’attenzione particolare, ovviamente, a quelli riguardanti la regione Veneto.

Dal 2006 al 2015 il numero dei cani iscritti nell’anagrafe nazionale degli animali d’affezione è aumentato del 44,8%. Secondo i dati pubblicati sul sito del Ministero della Salute aggiornati al 12/07/2016 si è passati da 6.000.033 a 8.693.294 cani, con un incremento quindi di 2.693.261 animali. Due le regioni con il maggior numero di cani registrati in anagrafe: la Lombardia, con 1.256.640 cani, seguita a ruota dal Veneto con 1.094.611, pari ad un aumento, nel periodo, di ben il 139%.

Secondo una ricerca diffusa dalla regione Lombardia nel luglio di quest’anno, sarebbero 131.302 i cani detenuti nei canili italiani, di cui 13.064 in quelli sanitari e 118.238 in quelli rifugio: secondo l’indagine LAV, 2.372 di questi cani sono detenuti nei rifugi veneti, dove, comunque, negli ultimi 9 anni, la contrazione delle presenze è stata del 25% (nel 2008 erano, infatti, 3.163 i cani ospitati nei canili-rifugio del Vneto): una contrazione addirittura superiore alla flessione media italiana che si è fermata al 22,40%. Meno cani e quindi anche meno canili: in 9 anni, il Veneto ha perso 10 strutture ed oggi conta 33 tra canili sanitari e rifugi, che nel 2015 hanno comunque garantito 3.037 adozioni.

LAV ha anche stimato il tasso di randagismo sul territorio e per farlo ha considerato, come indicatore, il rapporto tra popolazione residente e cani detenuti nei rifugi. Il Veneto non ne esce proprio benissimo: il rapporto, infatti, è di un cane in canile ogni 2.369 abitanti, che non è un dato eccellente. In testa alla classifica delle aree virtuose si trovano, infatti, la Provincia Autonoma di Bolzano (un cane ogni 28.341 abitanti), il Piemonte (un cane ogni 11.989 abitanti), la Provincia Autonoma di Trento (un cane ogni 5.290 abitanti) e la Lombardia (un cane ogni 3.391 abitanti).

Infine una curiosità: l’anno scorso in Veneto sono stati sterilizzati 1.261 cani, ma ben 12.306 gatti, tant’è che il Veneto è la regione dove si sterilizza il maggior numero di gatti in assoluto. Al secondo posto c’è infatti la Lombardia (10.062), seguita dal Lazio (9.456), mentre agli ultimi posti in questa classifica delle sterilizzazioni feline ci sono il Molise (133) e la Basilicata (106). Un record, quello veneto, tutto sommato non così inspiegabile, visto che la nostra è una delle regioni con maggior presenza di colonie feline (7.682), superata solo dalla Lombardia (11.595).

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