Un disegno di legge per tutelare al meglio gli animali

L’8 maggio scorso è stato assegnato alla Commissione giustizia del Senato il disegno di legge n.1078 che introduce alcune significative modifiche alla normativa in materia di tutela degli animali.

L’iniziativa è del Movimento 5 Stelle e dei ministri pentastellati della Salute, della Giustizia e dell’Ambiente. Certo non è un caso che l’iniziativa cada proprio a ridosso del voto per il parlamento europeo, ma la speranza di tutto il mondo animalista è che l’approvazione possa arrivare in tempi ragionevoli: l’introduzione di norme più stringenti per tutelare gli animali è, infatti, contenuta nel famoso contratto di governo, ma è altrettanto sicuro che l’opposizione della Lega – da sempre sensibilissima al mondo venatorio – non si farà attendere.

Molte le cose positive contenute nel disegno di legge. Innanzittuto, i reati commessi in danno agli animali vengono spostati dalla sfera dell’uomo a quella degli animali: sarebbe davvero una “rivoluzione copernicana”, come ha detto il primo firmatario Perilli, poiché “dal sentimento per gli animali che oggi tutela il sentimento di pietà della persona per la sofferenza animale, si passa ad una tutela degli animali “per i diritti che intrinsecamente hanno”. In pratica, l’animale cambierebbe posizione giuridica: da oggetto diventerebbe soggetto tutelato, tanto da meritare l’istituizione di un’apposita sezione riguardante i reati sugli animali nella banca dati delle Forze di polizia.

Significativo l’inasprimento delle sanzioni: per il delitto di abbandono la pena passa da 1 a 3 anni, per l’uccisione da 2 a 5 anni di reclusione, per il maltrattamento di animali da 3 mesi a 3 anni e per le manifestazioni illegali da 6 mesi a 5 anni. Lasciare in giro bocconi avvelenati diventa finalmente un reato, punito con l’arresto sino a 4 anni e diventa “delitto” anche l’uccisione di specie protette. Un’aggravante è, invece, prevista in caso di furto di animale domestico. Infine, ufficiali e agenti di polizia potranno arrestare chiunque sia colto in flagranza di reato.

L’inasprimento delle sanzioni colpisce anche il bracconaggio e le violazioni del silenzio venatorio, mentre l’art.12 del ddl prevede l’abolizione dell’art.842 del c.c. che oggi permette ai cacciatori di entrare nei terreni non recintati: ed è scontato che l’opposizione della Lega partirà da qui!

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