Vaccino canino, un profilo d’insieme

Un argomento di grandissima attualità in questo ultimo periodo è stato certamente quello dei vaccini, che ha acceso un ampio dibattito fra sostenitori e detrattori dei vari tipi di protezione scoperti per difendersi dal Covid-19. In tema di vaccini, quindi, vorremmo parlare oggi di quelli che interessano i cani, che devono e possono essere fatti a tutela del benessere degli amici a quattrozampe.

Innanzitutto è necessario sottolineare che i vaccini per i cani non sono obbligatori per legge in Italia, ma esistono comunque diverse linee guida, come quelle proposte dalla World Small Animal Veterinary Association, in grado di orientare nel modo più ottimale la procedura vaccinale da parte dei veterinari. Alcuni vaccini comunque sono fortemente raccomandati per proteggere i cani da cimurro, parvovirosi ed epatite infettiva, malattie pericolose e potenzialmente mortali. Cimurro ed epatite infettiva lasciano i loro gravi segni anche dopo la guarigione, mentre la parvovirosi provoca un’alta mortalità tra i cuccioli. Infatti già da piccoli i cani sono sottoposti al vaccino CEP trivalente, che protegge appunto dalle malattie sopra descritte, con tre cicli a otto, dodici e sedici settimane. Il richiamo del vaccino cade al compimento dell’anno di età, il CEP viene poi ripetuto ogni tre anni, dal momento che la sua copertura è molto estesa: il cane risulta immune addirittura per nove-quattordici anni.

Un discorso diverso va fatto invece sia per la vaccinazione legata a zoonosi come la rabbia (che diventa obbligatoria su indicazione delle autorità sanitarie), sia per i vaccini contro altre patologie, che sono facoltativi. Si tratta della parainfluenza canina, la borreliosi, la leptospirosi (da richiamare la prima volta dopo tre o quattro settimane) e la bordatella bronchiseptica (tracheobronchite canina), quest’ultima purtroppo molto diffusa nei canili. Essi hanno una durata più breve, di solito dodici mesi, e il richiamo quindi va eseguito annualmente, quando necessario. A questo proposito, oggi è possibile anche effettuare i test di titolazione anticorpale i quali, attraverso un prelievo di sangue, rilevano la presenza, o l’assenza, degli anticorpi contro cimurro, parvovirosi ed epatite, permettendo di capire se vi sia un bisogno effettivo di richiamo vaccinale. Il test andrebbe fatto prima di un’ulteriore vaccinazione: al sesto mese di età del cane, per controllare il buon esito del CEP, ogni tre anni, per sapere se è indispensabile una nuova dose, ma anche in presenza di cani sconosciuti, per esempio i trovatelli, o cani anziani. Un caso particolare poi è quello in cui compaia una determinata malattia nella zona in cui si abita: facendo il test si riesce a capire se il cane risulta efficacemente al riparo da quella patologia.

Una domanda che potrebbe sorgere a questo punto è se esistano controindicazioni per la vaccinazione canina: una visita veterinaria preliminare è indispensabile per conoscere lo stato di salute del cane che, se presenta problematiche, non viene sottoposto a vaccino. Importante è poi anche tenere presente che si possono verificare reazioni, come quella anafilattica, per contrastare la quale l’intervento del veterinario deve essere tempestivo ed efficace. Con questa breve ma speriamo abbastanza esaustiva panoramica abbiamo voluto descrivere il piano vaccinale previsto per i cani (QUI alla voce “l’arrivo del cane” altre info di dettaglio), un programma che siamo certi tutti i proprietari conoscono e sanno valutare in base alle condizioni, caratteristiche e stile di vita del loro cane. Aspetti che, essendo unici e peculiari, è opportuno siano sempre presi in considerazione in modo da prendersi cura nel modo migliore di un compagno tanto prezioso.

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