Usciamo? I nuovi volontari a lezione di passeggiata

Domenica scorsa presso la sede dell’associazione Apaca si è tenuta una lezione di aggiornamento per i volontari che desideravano conoscere, approfondire o semplicemente ripassare le modalità corrette per portare un cane del rifugio in passeggiata. Manuela Viezzer ha spiegato come e perché portare a spasso un cane nel modo più corretto, sia per l’umano sia soprattutto per il cane, attraverso concetti chiari e appassionanti, soprattutto dal punto di vista della psicologia e del comportamento canino. Si è parlato infatti di quanto importante sia per un cane, specialmente ospite di un rifugio, di rompere la routine – pur necessaria a creare buone abitudini e a fornire uno stile di vita ordinato – grazie a un giretto nei dintorni pieni di verde. Andando a fare una bella passeggiata, il cane può trovare stimoli nuovi e stuzzicare la sua curiosità, trovandosi per un po’ fuori dal box che per lui non ha più segreti né attrattive. Per essere davvero allettante, però, la passeggiata non può essere un momento di passività, né per il cane né per la persona che lo porta a spasso: maggiore sarà l’interazione fra i due, maggiori saranno i risultati in termini di soddisfazione e rafforzamento del rapporto.

Il logo che compare sulle “pettorine” indossate dai volontari durante le uscite con i cani ospiti del rifugio

Grazie alla camminata fatta insieme con diligenza e partecipazione, è possibile infatti rendere più vasta e dettagliata la conoscenza del cane, prestando attenzione ai segnali che manda, a come si esprime attraverso il corpo e alle sue reazioni, soprattutto quelle legate a paura e a stress. Ai volontari è stato sottolineato come la camminata sia un incontro di emozioni: bisogna cercare di capire quelle del cane ma anche saper gestire le proprie, in quanto il cane percepisce tensioni, nervosismo, distrazione e si comporta di conseguenza. È quindi necessario saperlo tranquillizzare se lo si vede a disagio ed essere proprio per questo motivo sereni e lucidi, con uno stato d’animo davvero pronto a iniziare una passeggiata il più possibile collaborativa.

La passeggiata va chiaramente sempre gestita dall’umano, che dovrebbe progettare per il cane un’uscita attiva, facendogli fare soprattutto esplorazioni dei luoghi ma anche semplicemente cercando di farsi guardare e non lasciare che tenga costantemente il muso a terra senza mai rapportarsi alla persona o all’ambiente circostante. A seconda del carattere del cane, molto utile è l’utilizzo – prima della passeggiata se il cane ha bisogno di “scaricare” stress ed energie – delle aree di sgambo, che al termine della passeggiata diventano il luogo dei giochi e dei contatti fisici.

Ai volontari sono stati anche descritti gli strumenti indispensabili: il collare, i vari tipi di pettorina e ovviamente il guinzaglio, che è il vero e proprio “cordone ombelicale” che unisce, in tutti i sensi, il cane e il suo conducente durante la camminata. Il guinzaglio infatti lascia aperta la comunicazione anche se il cane, essendo di spalle, non guarda sempre la persona e veicola la presenza dell’uomo, con tutte le sensazioni, i movimenti e le intenzioni che si porta dietro, arrivando alla fine all’attenta intuizione dell’animale. Si tratta di uno strumento delicato e per usarlo in modo che il contatto con il cane sia efficace serve una profonda sensibilità, cosa questa che non sempre si sa o si tiene nella dovuta considerazione. Anche questa è stata un’informazione e un’indicazione davvero di grande interesse e ha aperto la strada a riflessioni e autoanalisi, trasformando la lezione in un momento di confronto e di racconto che ha impreziosito la mattinata di formazione.

E’ da molti anni che Apaca fa della formazione continua uno degli strumenti prioritari per la crescita culturale dei volontari, le cui competenze debbono essere costantemente ed esclusivamente finalizzate al benessere del cane e al rispetto dei suoi diritti etologici: e anche le passeggiate quotidiane possono diventare occasioni sempre più consapevoli, cooperative e allegre per far assaggiare ai cani ospiti un po’ del mondo che li circonda e di cui tutti noi speriamo possano a tornare a far parte attraverso un’adozione responsabile.

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