Epilogo felice per una cucciola che chiedeva solo di essere capita
Probabile incrocio Shih Tzu, Suzie May è arrivata in rifugio alla fine di agosto. Poco meno di 1 anno di vita e 6 kg. di peso, Suzie è stata lasciata in canile da una persona che la considerava “troppo pesante” e “problematica”, dato che saltava addosso, tirava al guinzaglio e, talvolta, disturbava la routine di casa. E’ stata una fortuna per Suzie lasciare una persona che di lei aveva capito ben poco, tanto da confondere il saltare addosso per la felicità di uscire in passeggiata con una specie di aggressione e il tirare al guinzaglio – magari per incontrare un altro cane – come un grave difetto anzichè come il normale atteggiamento di un cucciola che vuole esplorare il mondo.
“Rinunce di proprietà” come questa (ma l’elenco delle motivazioni infondate e delle scuse potrebbe allungarsi all’infinito) ci fanno dire che avere un cane non è affatto un diritto di ogni persona: adottare o acquistare un cane per fare contento il figlio, per cercare di alleviare solitudine o depressione, per sostituire il compagno o la compagna che ci ha lasciato, altro non sono che pessime motivazioni, prodotte dall’assenza di conoscenza, consapevolezza e responsabilità e costruite sull’assoluta mancanza di rispetto per il cane. Ne nascono convivenze spesso difficili e a volte insostenibili, in cui il vero soggetto da aiutare è proprio il cane!
Sta di fatto che, in pochissimi giorni di permanenza in rifugio, Suzie ha scoperto i consimili – con cui ha giocato e interagito sempre più costruttivamente – e anche umani pronti a rassicurarla e a tranquillizzarla: si è così manifestata una personalità dolcissima ed entusiasta, apprezzata dalle numerose famiglie che hanno chiesto di poterla incontrare. Va anche detto che, sui mezzi di informazione dell’associazione (sito e pagine social) Suzie ha raggiunto il record di visualizzazioni (49.891 per l’esattezza) e molte decine sono state le chiamate per lei, non solo dalla provincia, ma dal lago di Garda, da Milano, da Trieste, da Mestre e perfino da Roma, da Siena e dalla Puglia: un evidente segno dei tempi pessimi che stiamo vivendo, in cui gran parte delle persone (non tutte per la verità, neppure tra quelle che desideravano adottare Suzie May) cercano il cane pressochè solo in rete e preferibilmente con consegna a domicilio a mezzo staffetta, odioso strumento dell’osceno traffico di cani che da decenni attraversa l’Italia.
Ovviamente, la selezione della famiglia più adatta a Suzie è avvenuta solo nell’ambito di quelle che erano disposte ad incontrarla, anche più volte, in rifugio. Tra tutte queste famiglie la scelta di Suzie è caduta su una giovane coppia, con due bambine e uno Shih Tzu di 8 anni, amato e curato come solo chi conosce e accetta pregi e problemi della razza sa fare.
Oggi Suzie è finalmente “un cane” a tutti gli effetti: amata nel modo etologicamente corretto, libera di esprimere le proprie emozioni e di gestire le relazioni familiari senza ansie e insicurezze. Buona vita a Suzie May e a tutta la famiglia di Paola.
