Dopo anni di pessima detenzione, finalmente il rispetto e l’amore di una famiglia.
Ulisse ha trascorso ben 8 anni confinato da un cacciatore in un serraglio, posto in una delle valli feltrine note per l’isolamento e l’abbandono. Una detenzione frequentissima nel mondo dei cacciatori, tipicamente carente di spazi e relazioni, soprattutto se il cane non si dimostra abile quanto basta nella caccia. All’arrivo in canile Ulisse presentava vistose ferite agli arti dovute a leccamento compulsivo da stress -attività completamente cessata dall’accoglienza in rifugio- mentre orecchie e parti del mantello apparivano arrossate e gonfie. Sottoposto ad analisi ed esami approfonditi, ad Ulisse è stata diagnosticata una condizione di allergia a molte sostanze e ad alcuni vegetali, che è stata affrontata con la somministrazione di uno specifico e costoso vaccino che ha alleviato di molto il disagio del cane.
Lasciato sempre rinchiuso in un serraglio, Ulisse ci ha messo del tempo ad accettare gli spazi interni, mentre non è riuscito ad equilibrare del tutto il suo rapporto con il cibo, segno di un’esperienza negativa legata alla probabile somministrazione non regolare di pasti durante una detenzione che includeva l’essere lasciato da solo anche per giorni interi. Nonostante tutto ciò, Ulisse è un cane docile, felicemente esuberante, che non manifesta alcun tipo di aggressività e ama follemente la ricerca, anche al guinzaglio ma senza creare problemi al conduttore.
Adatto a una famiglia non alla prima esperienza e che viva preferibilmente in una casa con giardino e in un contesto non eccessivamente urbanizzato, Ulisse ha atteso circa tre mesi prima di incontrare gli adottanti giusti: una famiglia che aveva perduto l’amatissimo cane e che, fin dalla prima visita in rifugio, ha individuato in Ulisse l’individuo da aiutare. Ulisse è sembrato quasi stupìto e lusingato da tanta amorevole attenzione da parte di umani che non aveva mai visto prima e ha immediatamente interagito con la coppia. Dopo qualche settimana di frequentazione, ad Ulisse mancava soltanto la verifica di compatibilità con la casa e il giardino dove avrebbe forse vissuto e che per lui rappresentavano un’assoluta novità: la prova è andata talmente bene che l’educatrice ha di buon grado acconsentito a lasciare il cane a Monica e al marito senza riportarlo in rifugio. Ed è così che Ulisse si è trovato immerso in una nuova, appagante condizione: libero di entrare e girare per casa, di correre ed esplorare in giardino, di salire al piano superiore e stazionare sul terrazzo per controllare meglio i dintorni, di accoccolarsi sul divano e perfino di dormire nella stessa stanza con questi straordinari umani che sembrano proprio pensare al mondo dalla sua prospettiva, quasi volessero fare in modo che potesse finalmente godersi una buona vita…
Così è stato quel giorno e così sarà per tutti i giorni di questa bellissima adozione.
