Sto bene! Diritti e benessere degli animali

Con il termine “benessere” si indica uno stato di salute psico-fisica riferito normalmente all’esistenza dell’essere umano. Ma è un concetto che da anni ormai viene associato anche agli animali, supportato da leggi, normative e principi che hanno segnato il cammino verso il riconoscimento dei loro diritti, fra i quali va incluso, appunto, il benessere.

Nel 1824 fu fondato in Inghilterra il primo ente al mondo a favore del benessere animale, la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, la quale è attiva ancora oggi. È confortante sapere che, in un tempo tanto lontano, c’era già chi lottava per i diritti degli animali. Diritti che molto tempo dopo, precisamente il 15 ottobre 1978, hanno trovato posto nel documento ufficiale promulgato presso la sede dell’Unesco a Parigi, la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali. Un anno dopo, nel 1979, il Farm Animal Welfare Council, oggi Farm Animal Welfare Committee, organo consultivo nato in Gran Bretagna, ha emanato le cinque libertà fondamentali che stabiliscono il benessere degli animali da allevamento, ai quali spetta il diritto a una vita dignitosa come a qualsiasi altro animale: libertà dalla fame e dalla sete; libertà dal disagio; libertà da dolore, lesioni e malattia; libertà di manifestare i normali comportamenti specie-specifici; libertà da paura e da stress. Nel 1987 è stata invece emanata la Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia, rivolta in modo specifico alle regole per tutelare la salute e il benessere degli animali da affezione. Un altro passo fondamentale verso il riconoscimento dei diritti degli animali è stato poi il trattato del 2007, firmato a Lisbona da ventisette paesi europei, che riconosce gli animali come esseri “senzienti”, ovvero come esseri in grado di stabilire situazioni per loro benefiche oppure ostili, grazie al fatto che riescono a comprendere e distinguere le condizioni in cui si trovano.

In Italia le norme in favore degli animali si esprimono attraverso la Legge 14 agosto 1991 n. 281, “legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo”; l’Accordo 6 febbraio 2003 tra Ministero della Salute, Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, “in materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy”; l’Ordinanza 6 agosto 2008, riguardante “le misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina”; l’Ordinanza 18 dicembre 2008 e successive modifiche, “norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”; l’Ordinanza 3 marzo 2009, “concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”.

Come si può capire, tantissima strada è stata percorsa in Europa e in Italia verso la salvaguardia del benessere animale. Purtroppo però continuano anche a giungere notizie orribili di crimini contro cani, gatti, animali da allevamento o selvatici e altri esseri viventi e senzienti. Ancora molto quindi possono e devono fare le nostre società affinché si diffonda una buona cultura che combatta maltrattamenti, abbandoni e violenze contro tutti gli animali.

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