Si chiama Rey: doveva morire e invece…

Si chiama Rey. E’ nato il 14 gennaio e faceva parte di una cucciolata che, come quasi tutte le cucciolate meticce sono frutto di mancanza totale di cultura etologica (e non solo), spesso motivate da un immorale protagonismo (con abbondante ricorso a inserzioni su social media pieni di gente che offre cuccioli che persone altrettanto sconsiderate richiedono!) e, non di rado, dalla voglia di guadagnare un po’ di soldi sulla pelle degli animali: infatti, il più delle volte la madre non viene seguita nè prima, nè durante, nè dopo il parto e, a volte, la si sfianca a forza di gravidanze, i cani (o i gatti) più fragili o in eccesso rispetto al numero “desiderato” vengono uccisi e si lascia la cucciolata a se stessa, senza vaccinare i cuccioli, raramente sverminandoli e mai e poi mai microchippandoli.

Per Rey vorremmo una famiglia “speciale”, come “speciale” è questo cucciolo salvato da Apaca

Rey, ad esempio, insieme ad altri della cucciolata, si è ammalato quasi subito di parvovirosi: è stato curato, ma pochi giorni dopo la guarigione, ha avuto un incidente che gli ha procurato la rottura scomposta della tibia posteriore sinistra. La prognosi era seria, dato che serviva un intervento di chirurgia ortopedica non proprio facilissimo ed una degenza sorvegliata di qualche mese per sperare in una guarigione. Ma il proprietario aveva già speso per la cura della parvivirosi e non intendeva perciò curarlo, mentre l’uomo a cui quel cucciolo era destinato pensava bene di dileguarsi davanti alla prospettiva di doverlo curare!

Il veterinario non vorrebbe restituire il cucciolo al proprietario – perchè la sorte di Rey potrebbe essere segnata – e così chiama Apaca alla ricerca di una possibile soluzione.

E la soluzione si trova, perchè il 30 aprile scorso il veterinario opera gratuitamente il cucciolo, che pochi giorni dopo viene accolto nell’infermeria del rifugio per una convalescenza complicata. Si apre, infatti, un periodo durissimo: anzitutto per il cucciolo, che deve restare chiuso in un kennel di misura per 60 giorni, ma anche per i volontari dell’associazione, che più volte al giorno, oltre a pulirlo e accudirlo, devono anche farlo uscire al sole, tenendolo prima soltanto in braccio e poi facendolo camminare per brevi tratti evitandogli ogni ostacolo, salto o movimento che possa sovraccaricare l’arto. Un paio di settimane fa a Rey viene tolta la placca che assisteva l’arto, confermando i risultati eccellenti dell’intervento chirurgico e delle cure ricevute.

Siamo sicuri di aver salvato Rey da una possibile soppressione e contenti perchè ora è guarito perfettamente ed è possibile proporlo all’adozione: diventerà un cane di taglia medio-grande, bellissimo, che non porterà i segni dell’incidente e che farà felice la famiglia che lo accoglierà.

Ricordiamo che le visite al canile-rifugio (anche quelle per incontrare Rey!) sono possibili solo su appuntamento.

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