Piccola storia di APACA: anni Duemila all’insegna degli abbandoni

Per tutto il primo decennio del nuovo Millennio gli abbandoni continuano ad essere davvero tanti e dietro ad ognuno di essi c’è una perfidia e una crudeltà che lascia disgustati. Proprio come nel caso di Daky.

Nei primi giorni di agosto del 2011, una socia di APACA che, col proprio cane, stava facendo un’escursione trova in una piazzola a lato della strada una roulotte con una famiglia e un anziano segugio, completamente cieco. Come spesso accade tra proprietari di cani, si ferma a chiacchierare con questa famiglia così premurosa verso il vecchio cane e poi riprende il cammino in direzione delle Tre Cime di Lavaredo. Al ritorno, la roulotte non c’è più e neppure la famiglia: c’è solo il vecchio segugio legato a un albero. Daky passerà qualche tempo in rifugio, ma riuscirà, per fortuna, a trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla nuova famiglia che lo adotterà.

Sul fronte legislativo si susseguono novelle importanti: nel 2010 la legge n.201 ratifica finalmente la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia fatta a Strasburgo ben ventitre anni prima, mentre la legge n.120 aggiunge all’art.189 del codice della strada un comma che introduce l’obbligo del soccorso stradale agli animali. Nel 2012 sono i possessori di animali domestici all’interno dei condomini a beneficiare della legge n.220, che introduce il divieto per i regolamenti condominiali di vietare la detenzione di animali da compagnia da parte dei singoli condomini. Nel 2014, poi, la Regione Veneto sorprende un po’ tutti e mette fuori legge la detenzione del cane a catena, aprendo agli animali domestici anche giardini, parchi e spiagge.

Ma nonostante l’oggettivo miglioramento del quadro normativo, in rifugio continuano ad arrivare decine e decine di cani ogni anno.

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