Le anagrafi canine non bastano: ci vuole una banca dati europea

Introdurre un sistema di identificazione e registrazione unico di cani e gatti a livello comunitario. E regole comuni sul benessere animale per tutti gli allevatori europei. Sono alcune delle proposte già votate dalla commissione Ambiente del Parlamento Ue con l’obiettivo di contrastare il traffico di animali domestici in Europa, un fenomeno che ogni anno genera profitti da capogiro.

Gli eurodeputati hanno dichiarato di puntare il dito contro l’attuale sistema: “I passaporti per animali domestici sono spesso contraffatti, con l’aiuto di veterinari complici. Molto spesso gli animali allevati illegalmente non vengono adeguatamente vaccinati, portando a vari rischi zoonotici, tra cui la diffusione di parassiti e rabbia”. Già, perché il commercio illegale di cani e gatti “non solo ha conseguenze catastrofiche per il benessere degli animali, ma pone anche rischi per la salute pubblica”. Oltre che vere e proprie truffe ai danni dei consumatori.

Gli eurodeputati hanno chiesto, dunque, misure per aiutare i Paesi dell’Ue a contrastare il traffico illegale di animali domestici, che valica i confini degli Stati e, in particolare, una piattaforma europea che renda reciprocamente compatibili e colleghi le banche dati nazionali utilizzate per identificare e registrare cani e gatti. Uno dei problemi principali, infatti, è costituito dagli allevamenti in paesi europei dove non ci sono regole adeguate per proteggere il benessere di cani e gatti: in questo modo, grazie all’aiuto delle vendite online, gli animali sono immessi a prezzi ultraconcorrenziali nei mercati di altri Stati membri, dove invece le norme sono più stringenti.

Perciò, la Commissione Europea e i Paesi membri sono stati invitati a delineare una nuova direttiva, indicando come data per l’entrata in vigore il 2021. Covid-19 permettendo…

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