La cessione delle spoglie alla didattica e alla ricerca

Guide praticheLa cessione delle spoglie del cane alla didattica e alla ricerca è un atto di responsabilità sotto molti aspetti: risponde ai principi della bioetica, contribuisce a creare alternative concrete alla vivisezione, è un gesto di solidarietà verso il mondo animale.

Nonostante le nuove tecniche a disposizione (esercitazioni con video-trainer o con simulatori e modelli) anche le Facoltà di Veterinaria, al pari di quelle di Medicina e Chirurgia, continuano a sostenere l’importanza delle dissezioni anatomiche nel curriculum formativo degli studenti, dissezioni che, ovviamente, non dovrebbero mai originare da soppressioni intenzionali di animali, né dalla vivisezione (oggi disciplinata dal mediocre Decreto Legislativo n.26/2014).

Contatti
Informazioni sulle modalità di cessione alla didattica e alla ricerca delle spoglie degli animali domestici possono essere richieste, oltre che ad Associazione APACA Onlus, al Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padova (tel.049-8272549; e-mail: sala.necroscopie@unipd.it).

La cessione non è regolata ex lege ed il fondamento va, pertanto, ricercato nella discussione e nella disciplina della donazione del corpo umano post mortem a fini di studio e di ricerca, una scelta ancora “rara” in Italia, ma che in altre legislazioni europee è addirittura sostenuta dal silenzio-assenso. Come per la donazione del corpo umano, anche per le spoglie del cane bisogna accettare e far prevalere la convinzione che si tratta di un gesto che si ispira al principio di solidarietà e che trova un fondamento indiretto anche nel dettato costituzionale che promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca (in questo caso, in ambito veterinario). Perciò, alla scelta di donare le spoglie del proprio animale alla didattica si adattano perfettamente le considerazioni che il Comitato Nazionale per la Bioetica ha espresso nel 2013 sulla donazione del corpo umano: “la scelta di voler donare il proprio corpo post mortem alla ricerca e all‟insegnamento si carica di un insieme di significati simbolici (…) Immaginare che il proprio corpo possa essere “oggettivato”, tagliato, sezionato può sollevare una serie di resistenze psicologiche, che possono essere superate solo sottolineando la rilevanza dell’elemento della donazione e del bene arrecato agli altri promuovendo il sapere e la ricerca scientifica.“

 

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“Verrà il giorno in cui il mondo guarderà alla vivisezione condotta in nome della scienza così come oggi si guarda ai roghi condotti in nome della religione”
(Henry Bigelow – fisiologo statunitense)

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