Gianni: in pensione con Gaia

Fin dal primo momento del suo arrivo in rifugio si è mostrata “allegra”, “felice”, “vivace”: e dunque perchè non chiamarla Gaia?

Per iniziativa di un volontario di Apaca, Gaia è stata sottratta ad una pessima detenzione che la costringeva a trascorrere le giornate in un pollaio e con pochissima attività fisica. Ma nonostante ciò, Gaia ha un carattere meraviglioso: era dolcissima ed affettuosa ed affrontava con grande entusiasmo gli incontri giornalieri con i volontari, così come il momento dei pasti e le uscite in passeggiata. Nessuna reazione negativa verso i propri simili e molta disponibilità all’approccio con le persone: insomma, una meticcia adottabile, però, preferibilmente da chi potesse dedicarle molto tempo, in modo da farle recuperare gli anni di reclusione nel pollaio!

La permanenza di Gaia in rifugio è durata solo 18 giorni: poi è arrivato Gianni, che da poco ha lasciato una professione che lo ha fatto apprezzare dai tanti bellunesi che amano la fotografia e il cinema. Negli ultimi mesi, Gianni si era soprattutto occupato della cura del proprio vecchio cane, la cui morte ha creato – come sempre dovrebbe accadere – un grande vuoto. L’incontro con Gaia ha aperto un nuovo orizzonte, sia perchè Gaia è un cane assolutamente trasparente e dolcissimo in ogni suo gesto, sia perchè la famiglia di Gianni era consapevole di potersi occupare proprio di un cane mite come lei.

Arrivata nella sua nuova casa, Gaia si è immediatamente inserita nel menage familiare, che comprende anche la presenza di due piccoli mici, raccolti abbandonati qualche giorno prima che Gianni si recasse per la prima volta in rifugio alla ricerca di un cane da adottare. A Gaia, Gianni sta dedicando tutto il tempo che gli è concesso: escono in passeggiata più volte al giorno, Gaia lo aspetta in auto quando si va in città per le spese e in casa non c’è alcun divieto al girovagare di Gaia e alla possibilità di accoccolarsi accanto a qualcuno della famiglia.

“Dimenticherà il pollaio?”, ha chiesto un giorno Gianni. Chissà, forse no, ma di una cosa siamo sicuri: che il futuro di Gaia sarà come lei: “allegro” e “felice”.

I commenti sono chiusi.