Ecco come ci siamo organizzati

Le disposizioni di contenimento della diffusione del Covid-19 stanno ovviamente interessando anche il canile-rifugio di Apaca dove attualmente sono ospitati oltre trenta cani.

“Già da martedi – dice la presidente Paola Lotto – abbiamo deciso di chiudere al pubblico il rifugio, di fatto sospendendo quella che per noi è la principale attività, ossia la conoscenza dei cani da parte dei bellunesi che scelgono un’adozione. Abbiamo poi contingentato la presenza dei volontari: ogni giorno ci sono soltanto tre persone ad accudire i cani, che hanno quindi la possibilità di mantenere ampiamente le distanze interpersonali. Abbiamo anche sospeso le passeggiate con i cani e le sostituiremo con le attività di gioco nelle aree di sgambamento. Infine, abbiamo rinviato alla fine dell’emergenza ogni attività formativa.”

A tutti i volontari chiamati all’attività in rifugio è stato consegnato anche un modello di autocertificazione precompilato, che tiene conto anche delle istruzioni date alle prefetture dal Ministero della salute, che ha, infatti, chiarito che sono consentite le attività di accudimento e di gestione degli animali presenti nelle strutture zootecniche autorizzate dal servizio veterinario (e Apaca lo è), ivi compresi i canili, i gattili e l’accudimento e cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà, garantite dalla legge 281/91.

E’ chiaro, però, che Apaca non ferma del tutto l’attività. “La cura dei cani ospitati – precisa la presidente – non può essere ovviamente interrotta perché ne va della loro stessa vita. Devo dire che i volontari hanno dato grande disponibilità alla presenza e di questo voglio pubblicamente ringraziarli. Ma non cessiamo neppure la promozione delle adozioni: sia il sito che le nostre pagine facebook continueranno a presentare i cani adottabili, che, esattamente come noi, dovranno aspettare la fine dell’emergenza per ritrovare la normalità.”

I commenti sono chiusi