Cosa vuol dire “fare il volontario animalista” in APACA?

Tutti abbiamo letto che vivere con un animale domestico non solo fa bene alla salute fisica e mentale, ma addirittura ci renderebbe migliori come persone, permettendoci di instaurare relazioni sociali più solide, di essere meglio inseriti nella vita della comunità e più attivi nelle attività altruistiche.

Il fatto, quindi, di trascorrere parecchio tempo con tanti cani dovrebbe rendere i volontari del rifugio persone semplicemente…fantastiche! E nella maggior parte dei casi è davvero così: almeno in APACA l’aria che si respira è di collaborazione e rispetto, con una buona propensione a lavorare in gruppo e l’umiltà di ascoltare chi ne sa di più! Sarà anche perchè in rifugio non conta se sei o sei stato un insegnante, un dirigente, un operaio, un’impiegata o una casalinga: tutte queste condizioni sociali servono al massimo per mettere a frutto le abilità che ciascuno ha sviluppato nella propria occupazione (manualità, forza fisica, senso pratico o dell’ordine, capacità relazionali e altro ancora). Non si viene neanche “criminalizzati” se si è scelto un cane di razza anziché un meticcio del rifugio: certo, se si adotta uno dei cani ospiti sarà più facile sentirsi chiedere ogni giorno “come sta il tuo cane?”. Forse è anche per questo insieme di cose che il numero dei volontari è cresciuto in maniera esponenziale e che di continuo arrivano domande per prestare attività di volontario.

Fare il volontario “animalista” in una realtà come APACA, ovviamente, è una scelta ed è una scelta anche il modo con cui farlo: ci si può occupare dei cani o provvedere alle manutenzioni o pulire i locali della sede o andare ai mercatini o anche curare le pratiche burocratiche. Non basta, invece, venire in rifugio soltanto per portare a passeggio i cani o per trascorrere tutto il tempo a farsi coccolare dall’ultimo esemplare arrivato o, ancora, presentarsi al cancello solo nelle giornate in cui “si ha voglia di fare volontariato” o non piove!

E’ chiaro che chi entra nel gruppo dei volontari del rifugio lo fa per l’”amore verso gli animali” e, quindi, pensa di sapere istintivamente “come fare volontariato animalista”. In realtà, l’”amore per gli animali” è il presupposto indispensabile, ma da solo non basta…(come vedremo nella seconda parte di questo articolo, che uscirà martedi prossimo).

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