Dopo l’accoglimento della proposta di “pet visiting” da parte dell’Ulss 1, l’associazione scrive alle 29 case di riposo e RSA della provincia
Esattamente due mesi fa, l’Ulss 1 Dolomiti ha accolto la proposta di “pet visiting” avanzata da Apaca e ha ammesso l’accesso degli animali da compagnia in visita ai degenti delle proprie strutture sanitarie.
In questi giorni, la medesima richiesta è stata avanzata alle ventinove Case di riposo e RSA presenti in provincia, confidando che tutte la accolgano.
Nel sostegno alle persone che hanno raggiunto la “terza” o “quarta” età, il prendersi cura di un animale domestico è classificato come “terapia non farmacologica”, poiché riduce il rischio di sviluppare sia disabilità fisiche – in quanto stimola un maggiore esercizio fisico (soprattutto se è un cane l’animale di cui l’anziano si prende cura) – sia problemi psicologici legati alla solitudine e alla perdita di senso della propria vita. È in considerazione di tali benefici che, negli anziani istituzionalizzati, gli AAI sono offerti come aiuto alle persone per sviluppare interesse in sé stessi, negli altri residenti e nell’ ambiente circostante, per ridurre i disturbi comportamentali come l’agitazione e l’aggressività e per migliorare la sicurezza, il benessere, l’autostima e la percezione dello stato di salute.
Il problema però è anche un altro. Per l’anziano che, nel momento del ricovero in una Casa di riposo o in una Residenza sanitaria assistenziale, deve rinunciare al contatto quotidiano con il proprio animale di compagnia, il venir meno repentino di un rapporto emozionale ed affettivo così importante può rallentare l’accettazione della nuova condizione e generare disagi sia fisici che psicologici.
“Ecco perchè ci auguriamo che la proposta di “pet visiting” possa essere oggetto di valutazione e accoglimento da parte di tutte le Case di riposo e RSA della provincia – dice Paola Lotto, presidente di Apaca – e siano presto emanati provvedimenti che offrano una lungimirante e consolatoria prospettiva non solo agli ospiti attuali, ma anche a un numero crescente di anziani bellunesi che si accompagnano – spesso come unico affetto – con un animale di compagnia che potrebbero fortunatamente incontrare anche nel momento in cui dovessero beneficiare dei servizi offerti dalle RSA e dalle Case di riposo.”
