Basta fuochi e botti: chiesta ai sindaci l’ordinanza per vietarli

Ogni anno, anche nel bellunese fuochi pirotecnici e botti provocano la fuga dalle abitazioni di decine e decine di cani e gatti, che, in preda al panico, non di rado subiscono infarti e muoiono per la paura. Sorte analoga tocca anche ai selvatici, che si perdono in preda allo stordimento e al terrore.

Fuochi artificialiDa alcuni anni, in varie zone della provincia gruppi di cittadini promuovono petizioni per chiedere ai rispettivi sindaci di vietare botti e fuochi artificiali: quest’anno, anche i presidenti di APACA, OIPA, LAV e SIAMO TUTTI ANIMALI hanno voluto intervenire con una richiesta congiunta che è stata spedita nel corso dell’estate a tutti i “primi cittadini” della provincia.

Consapevoli della difficoltà di far comprendere l’inutilità degli spettacoli pirotecnici e l’assoluta rinunciabilità ai botti, le associazioni hanno ricordato ai Sindaci i danni e i pericoli che dall’impiego di botti e fuochi artificiali derivano non solo agli animali ma anche agli esseri umani: spesso gli anziani si svegliano di soprassalto, mentre i bambini sono terrorizzati da rumori così forti; centinaia, poi, sono gli incidenti ad adulti e bambini causati dallo scoppio di petardi e botti, mentre il fumo denso che rimane nell’aria anche per ore dopo la deflagrazione provoca danni alla salute soprattutto delle persone affette da patologie polmonari e malattie o intolleranze respiratorie. E poi c’è la questione dell’acquisto etico e consapevole: troppo spesso ci si dimentica, infatti, che, nelle fabbriche di produzione dei fuochi artificiali, vengono utilizzati lavoratori in nero e manodopera minorile e questo non solo in Cina, in India e nell’Asia meridionale, ma anche nel nostro Sud Italia, dove ogni anno qualche piccola “fabbrica” esplode provocando morti e feriti.

Botti- CaneAd oggi sono più di 4000 comuni -tra cui Venezia, Milano, Torino, Bologna, Vicenza, Modena, ma anche comunità più piccole come Bussolengo, Mansuè, Cadoneghe, Castelnuovo del Garda, Cesenatico – hanno vietato fuochi pirotecnici e botti, ma tra questi pochissimi sono i bellunesi. Con l’eccezione di Cortina d’Ampezzo, finora la stragrande maggioranza dei sindaci della provincia  non ha, infatti, ritenuto di proibire fuochi artificiali e botti sui propri territori e nelle feste e sagre paesane. Eppure i sindaci sono i responsabili sanitari per ogni specie animale, umana e non, presente sul territorio del comune che amministrano: perciò, decidere di emettere un’ordinanza che vieta botti e fuochi artificiali sarebbe semplicemente una scelta di giustizia e di rispetto verso quegli esseri viventi che, con comportamenti etologici inequivocabili, manifestano disagio, paura, fobie e terrore in concomitanza di spettacoli pirotecnici ed impiego di botti (qui una miniguida al supporto del cane).

In realtà,  la voglia di feste e ricorrenze senza esplosioni stà crescendo tra la gente, ma qualche primo cittadino ancora si giustifica affermando che vietare i fuochi scontenterebbe una presunta maggioranza di popolazione che, partecipando alle sagre ed ai relativi spettacoli pirotecnici, dimostrerebbe, di fatto, di gradirli. Questi amministratori dimenticano che questo Paese ha un bisogno estremo di “buone pratiche” e che il buon esempio dato da un Sindaco potrebbe contribuire – pur soltanto in minima parte- a correggere comportamenti comunque scorretti e violenti, che pregiudicano il rispetto di tutti gli esseri viventi, nonni, bambini, animali domestici e fauna selvatica compresi!

Botti-uccelloSe, poi, un sindaco ritiene comunque utile o necessario un investimento per far divertire i propri concittadini, basta che si informi e scoprirà che esistono alternative validissime agli spettacoli pirotecnici: ai cittadini che festeggiano capodanno e ai visitatori delle fiere, delle sagre e delle feste paesane possono essere offerti, infatti, gli schermi d’acqua, le fontane danzanti, le cascate di luce, i giochi di fuoco silenziosi o le lanterne cinesi, tutti spettacoli il cui impatto sugli animali (uomo compreso) è pressochè inesistente!

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